Ondate di calore, Parma insegna come ridurre la temperatura in città

Deimpermeabilizzare ovvero togliere asfalto e piantare alberi. L’intervento in pieno centro storico. Ma la città emiliana dal 2020 ha già trasformato 90 ettari

Alberi e arbusti al posto del cemento. E poi superfici permeabili al posto dell’asfalto. La sfida al caldo e alle alte temperature provocate dal cambiamento climatico, a Parma, parte dal verde e dalla rimozione di cemento e asfalto con il primo progetto di deimpermeabilizzazione in area urbana portato avanti dal Comune con il consorzio forestale Kilometroverde Parma.

Punto di partenza, il fatto che nelle aree urbane a scarsa copertura arborea, le temperature estive possono superare di oltre 5 gradi quelle delle zone circostanti. «L’asfalto accumula calore durante il giorno – sottolineano i promotori – e lo rilascia lentamente nelle ore serali, mentre le piogge intense trovano un suolo impermeabile incapace di assorbirle».

Da qui la nuova sfida, con il depaving, ovvero la deimpermeabilizzazione degli spazi urbani. «Una strategia che prevede la rimozione di strati di asfalto e cemento da aree come strade, parcheggi e piazze, per riportare alla luce il suolo sottostante – argomentano dal Consorzio -. Alberi, superfici erbose e suolo permeabile generano benefici concreti: riducono il calore, favoriscono il drenaggio delle acque e contribuiscono alla creazione di rifugi climatici, luoghi capaci di offrire protezione durante le ondate di calore».

L’intervento di rigenerazione urbana interessa Piazzale Borri, in pieno centro storico. Il progetto «prevede la messa a dimora di 122 tra alberi, arbusti e piante erbacee». L’avvio delle opere lo scorso 4 maggio e la chiusura entro la fine dell’anno. Interventi che, per il sindaco Michele Guerra, certificano la trasformazione della città in «laboratorio concreto di rigenerazione urbana».

Il progetto si inserisce nel percorso più ampio di KilometroVerdeParma, Consorzio Forestale che dal 2020 ha imboschito 90 ettari di territorio parmense, piantato oltre 103.000 alberi e arbusti e coinvolto quasi 20.000 studenti in percorsi di educazione ambientale. I benefici sono misurati: uno studio di Vsafe (spin-off Università Cattolica) ha stimato tra 3 e 13 milioni di euro di benefici ecosistemici nei prossimi trent’anni per gli interventi già realizzati lungo la Tangenziale San Leonardo.

«Significa riconoscere gli alberi come parte integrante della città, veri e propri abitanti dello spazio urbano. – sottolinea Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma – Non sono un elemento decorativo, ma parte di un sistema vivo in cui natura e persone possono cooperare. Ripensare i nostri spazi significa costruire un nuovo equilibrio, dove gli alberi non siano semplicemente presenti, ma partecipino alla qualità dei luoghi che abitiamo».

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