
Il sistema rileva tramite sensori dati fondamentali delle gomme e delle situazione di marcia per ottimizzare gli interventi dei sistemi elettronici di gestione del dinamismo. Ecco cosa e come fa.
La famiglia Pirelli P Zero porta al debutto la tecnologia Cyber Tyre che può essere abbinata a tutte le varianti dei pneumatici della serie Ultra High Performance dell’azienda milanese. Il sistema per ora adottato dall’hypercar Pagani Utopia Roadster, ma a cui guardano molti brand e che vede Aston Martin in prima linea per adottarlo al più presto, trasforma i pneumatici in sensori attivi per facilitare la guidabilità e, ancora di più, la sicurezza. Sulla pista prove della Pirelli di Vizzola Ticino abbiamo provato il sistema Cyber Tyre con auto superprestazionali.
I test si sono svolti con un’Alfa Romeo Giulia Qyadrifoglio Verde a trazione posetriore con 520 cavvalli e due Mercedes Amg Gt coupé 4 con 530 cavalli e la trazione integrale tutte equipaggiate con P Zero non ideali per le condizioni dei test di aquaplaning, controllo della trazione su fondo molto bagnato e della frenata d’emergenza con l’Abs.
Partiamo da questa prova con una Gt coupé 4 dotata di P Zero Winter adattissimi alle basse temperature dell’ambiente e della strada, ma decisamente fuori luogo in una giornata con il termometro piazzato a 38° e la temperatura dell’asfalto a 61°. L’auto, che essendo laboratorio come le altre di queste prove, offre la possibiltà di “switchare” la funzione standard della centralina dalla modalità standard a quella definita per Cyber Tyre. La frenata d’emergenza con la modalità standard con una forte pestata sul pedale del freno imposta da un ostacolo improvviso paratosi davanti all’auto a 110 all’ora (rappresentato da due coni sulla pista) ha restituito la sensazione di una scivolata prolungata prima di arrestarsi dopo il traguardo. Un effetto causato dalla mescola morbida e dalle temperature in campo. Invece, settando la centralina per Cyber Tyre ha subito restituito la sensazione di mordere come si conviene l’asfalto tanto da arrestarsi 5,4 metri prima rispetto alla situazione precedente. E non è poco.
L’altra Gt 4 con pneumatici semi-slick ideali per fondi asciutti è stata impegnata in una curva piuttosto veloce su fondo allagato affrontata in piena accelerazione attorno ai 100 orari. Senza l’ausilio della tecnologia Cyber Tyre ha allargato notevolmente la traiettoria scomponendosi prima dell’intervento dell’Esp e del controllo della trazione e imponendo correzioni impegnative con lo sterzo, mentre con il Cybre Tyre in servizio ha seguito alla perfezione la traiettoria impostata seguendo le impercettibili correzioni effettuate dai sistemi di gestione del dinamismo. Insomma, in maniera molto naturale.
Anche la Giulia Quadrifoglio Verde impiegata per il test dell’aquaplaning calzava P Zero semi-slick. Nelle prima delle due prove in cui siamo stati passeggeri che si sono svolte sempre a velocità nell’ordine dei 100 orari solo la grande abilità del tecnico Pirelli ha permesso di contrastare il fatto che entrando in una situazione di acquaplano si perde il controllo dello sterzo ed evitare di urtare l’ostacolo fisso presente sul rettilineo, con tanti ringraziamenti da parte di chi avrebbe dovuto riposizionarlo per le prove successive. Insomma, è stato ben percepibile che l’auto “galleggiasse” sul velo d’acqua. Invece, nella seconda è entrata nella lunga pozza d’acqua senza accennare nessuno scompenso grazie a Cyber Tyre, restando totalmente gestibile dal guidatore.
Il sistema instaura un dialogo continuo fra pneumatico e auto trasformando radicalmente l’interazione grazie alla tecnologia sviluppata dalla Pirelli, che è la prima al mondo a integrare hardware e software. Il dialogo è permesso da piccoli sensori alimentati da una batteria che dura per tutto il ciclo vitale della gomma sistemati all’interno dei pneumatici che rilevano tipologia del P Zero installato, temperatura, pressione, usura e le condizioni di aderenza di ogni ruota considerando anche i valori di accelerazione longitudinali, trasversali e verticali. I dati vengono trasmessi in tempo reale via bluetooth alla rete di bordo tramite apposite interfacce. Una specifica libreria Pirelli presente nella centralina dei sistemi di gestione del dinamismo elabora le informazioni e le rende disponibili in modo completamente automatico, fornendo dati continuamente aggiornati e, qualora necessario, avvisando il conducente.
Il sistema centrale è frutto dello sviluppo congiunto con Bosch Engineering che rende i valori elaborati dal software Pirelli idonei per rendere più precisi, efficaci e in tempo reale gli interventi dell’Abs, dell’Esp e del controllo di trazione e, quindi, permettere di sfruttare al massimo tutto il grip disponibile a tutto vantaggio della sicurezza.
Elemento importante per il funzionamento del sistema è il riconoscimento del tipo di pneumatico. Infatti, evita gli inevitabili compromessi di taratura della centralina standard delle vetture, dovuti al fatto che le regolazioni devono essere congeniali a ogni tipologia di pneumatico, consentendo una calibrazione ad hoc delle prestazioni dei sistemi di controllo del dinamismo, per generare spazi di frenata ridotti e interventi dell’Esp e del controllo di trazione fluidi e affidabili in funzione dei dati ricevuti dalle gomme Per di più, anche senza ripercussioni sulla linearità di marcia e sulla naturalezza della guida. Ma non finisce qui, perché Pirelli e Bosch Engineering stanno lavorando a ulteriori sviluppi dell’applicazione fra le quali c’è anche la prevenzione dei fenomeni legati all’aquaplaning.
Nel processo evolutivo di Cyber Tyre si inserisce anche la partecipazione di Pirelli, al momento del 24,99% con opzione per arrivare al 100% del capitale, in RIDEsense spin-off dell’Università Federico II di Napoli. La collaborazione punta allo sviluppo di nuovi software da integrare nell’ecosistema Cyber Tyre abbinando ai sensori fisici del sistema Pirelli i sensori virtuali sviluppati da RIDEsense per implementare ulteriormente le funzionalità dei sistemi elettronici di sicurezza dell’auto: dal rilevamento e la prevenzione dell’aquaplaning alla diagnostica del pneumatico e dell’auto, oltre che al rafforzamento del ruolo di Cyber Tyre nelle funzionalità degli Adas e dei sistemi di guida autonoma. Una tecnologia in cui entra in scena anche l’investimento della Pirelli nella startup Niunlix nata come spin-off del Politecnico di Milano per accrescere il ruolo dell’azienda milanese nell’ecosistema della mobilità del futuro.
Le applicazioni di questa tecnologia si estendono da qualche tempo anche al monitoraggio delle strade in progetti specifici attivati con Movyon, una società del gruppo Autostrade per l’Italia, e la Regione Puglia per rilevare eventuali criticità e consentire interventi tempestivi di manutenzione.
Per aumentare le potenzialità di Cyber Tyre, Pirelli ha avviato anche un percorso di investimenti mirati in società e startup tecnologiche in grado di arricchirne l’ecosistema. Tra queste, c’è la svedese Univrses, specializzata in computer vision e intelligenza artificiale applicata alla mobilità stradale. La collaborazione consente di integrare i dati provenienti dai pneumatici con quelli raccolti dalle telecamere di bordo, successivamente elaborati tramite algoritmi basati sull’Ai per upgradare la capacità del sistema Cyber Tyre di leggere l’ambiente circostante, rilevare le criticità del manto stradale e della segnaletica verticale e, in generale, delle condizioni delle infrastrutture.
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