Yves Rocher, 35 anni per l’ambiente e le donne con la sua Fondazione

La Fondazione Yves Rocher, nata dall’intuizione e dall’amore per il mondo vegetale della sua famiglia fondatrice e posta sotto l’egida dell’Institut de France, celebra quest’anno un traguardo storico, ovvero 35 anni di impegno incessante a tutela della biodiversità e a supporto dell’empowerment femminile. Riconosciuta da 5 anni come ente di utilità pubblica — uno status giuridico che ne garantisce l’indipendenza, la trasparenza e l’impatto d’interesse generale a lungo termine — la Fondazione, istituita nel 1991 da Yves Rocher, promuove da oltre tre decenni iniziative volte a rafforzare il legame profondo tra persone e natura, sostenendo programmi di conservazione ambientale e azioni di riforestazione in collaborazione con associazioni, ONG, agricoltori e realtà territoriali.

Fin dalla sua nascita, la Fondazione opera mossa da una filosofia profonda, basata sull’idea che la natura non sia solo uno sfondo, ma la nostra stessa linfa vitale. Questa storia di trasmissione e responsabilità affonda le sue radici a La Gacilly, in Bretagna, un vero e proprio territorio pilota e laboratorio di transizione ecologica dove l’avventura è iniziata con la creazione del primo arboretum insieme alle scuole locali, un modello che oggi conta ben 500 arboretums nel mondo. In trentacinque anni di attività globale, la sua missione è rimasta chiara e ambiziosa, ovvero agire concretamente per riconnettere l’essere umano alla natura, preservare la ricchezza degli ecosistemi e sostenere coloro che, ogni giorno, si fanno custodi del pianeta per garantire un futuro alle prossime generazioni.

In questa lunga storia di responsabilità ambientale e sociale, la Fondazione ha sviluppato e consolidato grandi programmi internazionali che rappresentano oggi dei veri e propri pilastri di solidarietà e azione ecologica. Tra questi spicca “Terre de Femmes”, il premio internazionale che celebra la forza trasformatrice delle donne, sostenendo la leadership ambientale e la sorellanza di una rete dinamica di oltre 500 donne leader in oltre 50 paesi. Queste pioniere operano direttamente sul campo nell’agroecologia, nella tutela di fauna e flora, nella gestione virtuosa di acqua e rifiuti e nel contrasto ai cambiamenti climatici, supportate da uno stanziamento di dotazioni globali che nel 2026 raggiunge i 60.000 euro erogati; un aiuto cruciale se si considera che, secondo i dati internazionali WEDO, solo lo 0,2% dei finanziamenti filantropici globali è destinato ad associazioni che uniscono la causa femminile all’ambiente. Un impegno che trova la sua massima espressione proprio nell’edizione 2026 del Prix Terre de Femmes: per celebrare contemporaneamente il 35° anniversario della Fondazione e i 25 anni del programma, le edizioni nazionali e internazionali si sono unite in un unico bando globale dedicato al tema “L’Albero, Custode della Vita”.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

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