Argentina-Egitto 3 a 2: Messi sbaglia un rigore, poi guida una rimonta epica

Ad Atlanta negli ottavi di finale l’Albiceleste ha conquistato il pass per i quarti al termine di una partita incredibile, battendo l’Egitto per 3-2 con una rimonta completata nei minuti finali.

Ad Atlanta, negli ottavi di finale del Mondiale 2026, l’Argentina ha conquistato il pass per i quarti al termine di una partita incredibile, battendo l’Egitto per 3-2 con una rimonta completata nei minuti finali. La Selección di Lionel Scaloni è stata a lungo sull’orlo dell’eliminazione, ma ha trovato le risorse per ribaltare una sfida che sembrava compromessa grazie ai gol di Romero, Messi ed Enzo Fernández.

La partita, disputata all’Atlanta Stadium di Atlanta, si è subito messa in salita per i campioni del mondo. Al 15’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Yasser Ibrahim ha svettato di testa portando in vantaggio l’Egitto e gelando i tifosi argentini.

La reazione dell’Albiceleste è stata immediata. Al 19’ Tagliafico è stato atterrato in area e l’arbitro ha indicato il dischetto. Messi si è incaricato della battuta, ma il portiere egiziano Mohamed Shobeir ha intuito la traiettoria e ha respinto il penalty, confermandosi protagonista assoluto del primo tempo.

L’Argentina ha reagito mettendo sotto assedio la formazione dei Faraoni: Messi ha colpito il palo su punizione al 33’, mentre al 39’ Shobeir ha compiuto un’altra parata straordinaria su Julián Álvarez, stoppando il pallone a pochi centimetri dalla linea di porte e permettendo all’Egitto di andare all’intervallo in vantaggio.

Nella ripresa l’Argentina ha continuato ad attaccare, ma l’Egitto si è dimostrato micidiale in contropiede. Dopo una prima rete annullata dal VAR per un pestone subito da Lisandro Martinez in attacco, al 67’ Mostafa Zico ha trovato il gol del 2-0 finalizzando una rapida ripartenza costruita da Salah e Hassan. A quel punto l’impresa egiziana sembrava davvero vicina.

Con oltre un’ora di gioco dominata territorialmente ma senza risultati concreti, la Selección appariva lenta nervosa e incapace di superare il muro difensivo avversario.

Ma quando tutto sembrava perduto, è salito in cattedra il numero 10 argentino. Al 79’ Lionel Messi ha servito un perfetto assist per Cristian Romero, che di testa ha accorciato le distanze da pochi metri e riaperto la partita. Quattro minuti più tardi, all’83’, lo stesso Messi ha trovato il gol del pareggio, raccogliendo un pallone in area e scagliandolo di collo pieno nella porta egiziana, completando il riscatto personale dopo il rigore fallito nel primo tempo.

L’inerzia della sfida a quel punto è cambiata completamente. L’Egitto, che per oltre settanta minuti aveva accarezzato il sogno dei quarti di finale, ha iniziato a subire la pressione argentina. Tuttavia, i Faraoni non hanno rinunciato a giocare e nel secondo minuto di recuperom quando ormai i supplementari sembravano inevitabili, si sono spinti in avanti con Salah che però, stanco, al limite dell’area ha perso palla, lasciando campo libero al contropiede argentino.

Lautato Martinez che di testa aveva mancato di poco la rete, si è defilato sulla destra e poi ha scodellato al centro un pallone sulla testa di Enzo Fernández che ha preso in contropiede il numero uno egiziano firmando il 3-2 e completando una rimonta clamorosa e mandando in estasi i tifosi sudamericani

L’Argentina ha mostrato carattere, qualità tecnica e una straordinaria capacità di reagire nelle situazioni più complicate. Restano però alcuni interrogativi sulla fase difensiva e sulla difficoltà nel concretizzare la mole di gioco prodotta.

Per qualità delle giocate, leadership e peso specifico nei momenti decisivi, Messi è stato senza dubbio il migliore in campo. Il capitano argentino ha vissuto un avvio difficile, con il rigore fallito e il palo colpito su punizione. Tuttavia non si è mai nascosto, ha continuato a prendere per mano la squadra, ha servito l’assist per l’1-2 di Romero e ha segnato la rete del pareggio che ha acceso la rimonta finale.

L’Egitto esce invece dal torneo a testa altissima. La squadra di Hossam Hassan, che nel finale ha platealmente protestato con l’arbitro mostrando le braccia incrociate sopra la testa, ha disputato una partita coraggiosa, organizzata e intensa, arrivando a pochi minuti da una delle più grandi sorprese della storia dei Mondiali. Tra gli egiziani meritano una menzione speciale Shobeir, autore di numerosi interventi decisivi e del rigore parato a Messi, e Yasser Ibrahim, che aveva aperto le marcature.

Grazie a questa vittoria, l’Argentina accede ai quarti di finale dove affronterà la vincente di Svizzera-Colombia. La sede del quarto dipenderà dall’esito dell’altra sfida del tabellone.

Articoli correlati