
«Thales lo è per la sicurezza del continente e Schneider Electric è centrale per l’elettrificazione»
Settori strategici, politica monetaria e rischi di mercato. E’ su questi temi che spazia Quentin Duquesne, gestore azionario europeo e analista di Candriam.
ll Chips Act 2.0 dell’Ue sposta l’attenzione dai sussidi sul lato dell’offerta verso la creazione di domanda, l’adozione industriale e la resilienza della supply chain. Per le aziende europee dei semiconduttori, i principali vantaggi sono procedure di autorizzazione più rapide, un accesso più agevole ai finanziamenti UE e legami più solidi con i mercati finali quali quello automobilistico, dell’automazione industriale e dell’energia. I maggiori beneficiari sono l’elettronica di potenza, i sensori, la fotonica, i microcontrollori e i chip industriali o automobilistici.
Considerato il recente aumento dell’inflazione determinato dai prezzi dell’energia, il nostro scenario principale rimane di un ulteriore rialzo dei tassi nel corso dell’anno. Tuttavia, sebbene l’aumento dei prezzi dell’energia possa spingere al rialzo l’inflazione nel breve termine, finora vi sono poche indicazioni di effetti secondari persistenti. Prevediamo, quindi, che la risposta della Bce rimanga cauta e limitata, piuttosto che segnare l’inizio di un nuovo ciclo di inasprimento monetario.
Riteniamo che il recente aumento dei prezzi dell’energia sia uno shock temporaneo piuttosto che l’inizio di un nuovo ciclo inflazionistico. Il contesto macro differisce in modo significativo da quello del 2022. Le condizioni del mercato del lavoro sono molto meno favorevoli all’insorgere di una spirale salari-prezzi, la domanda è meno dinamica rispetto al post pandemia e il sostegno fiscale è stato più moderato e mirato. Inoltre, le dinamiche dell’inflazione di fondo si sono evolute sostanzialmente in linea con l’obiettivo della BCE prima dell’ultimo shock dei prezzi dell’energia.
Sebbene ogni settore debba affrontare sfide specifiche, essi sono legati da un unico driver: l’obiettivo dell’UE di rafforzare competitività e autonomia. Nell’energia, la strategia europea è spinta dai bisogni di sicurezza, elettrificazione e decarbonizzazione, con l’obiettivo di ridurre le dipendenze esterne e adeguare le infrastrutture all’evoluzione della domanda proveniente dall’industria, dai data center e dalle rinnovabili. A livello industriale, i driver principali sono la competitività, l’approvvigionamento locale, la resilienza delle supply chain e la promozione dei campioni europei. Sul fronte della sanità, la pandemia ha messo in luce la vulnerabilità delle supply chain , in particolare per quanto riguarda i prodotti farmaceutici e le apparecchiature mediche. Pertanto, la sicurezza dell’approvvigionamento, la resilienza della produzione nazionale e l’innovazione farmaceutica hanno acquisito maggiore rilevanza nell’agenda politica. La difesa è entrata in una fase industriale. I bilanci vengono ricalibrati, le minacce permangono, i cicli di approvvigionamento stanno accelerando e i governi privilegiano sempre più i fornitori europei. Nella tecnologia, l’Europa sta riducendo la propria dipendenza nei semiconduttori, nell’AI, nel cloud e nella sicurezza informatica. L’obiettivo non è solo la leadership tecnologica, ma anche il controllo sulle infrastrutture critiche.
Le valutazioni nella difesa si sono normalizzate per il posizionamento, le aspettative ridimensionate degli investitori e alcuni ritardi nell’acquisizione degli ordini previsti. Tuttavia, la spesa per il settore sta registrando un forte aumento, a sostegno di un portafoglio ordini consistente e pluriennale. Elettrificazione e infrastrutture energetiche continuano a essere ben posizionate. Saranno necessari ingenti investimenti nelle reti elettriche, nella modernizzazione delle reti e nelle soluzioni di efficienza energetica. Al di là della produzione di chip, la spinta dell’Europa verso l’autonomia tecnologica dovrebbe beneficiare anche la più ampia catena del valore dei semiconduttori e delle infrastrutture digitali, compresi i fornitori di apparecchiature e tecnologie critiche a supporto dei data center e dell’AI.
L’obiettivo di rafforzare l’autonomia europea è chiaro, ma la sua attuazione sarà fondamentale. Ritardi nell’ottenimento delle autorizzazioni, ostacoli normativi o una spesa pubblica più lenta del previsto potrebbero posticipare ulteriormente i progetti e smorzare l’entusiasmo degli investitori.
Asml è l’asset più strategico nel tech europeo: è l’unico produttore al mondo di macchine per la litografia a ultravioletti estremi (Euv), senza le quali non è possibile realizzare semiconduttori all’avanguardia. Thales rappresenta un asset strategico per la sicurezza del continente, grazie ai suoi sistemi missilistici e di difesa aerea, ai radar, alle soluzioni di guerra elettronica e alle piattaforme di cybersecurity. Schneider Electric riveste un ruolo centrale nelle ambizioni europee in materia di elettrificazione. La sua tecnologia è applicata in settori chiave quali la distribuzione dell’energia, la gestione della rete, l’automazione industriale e i data center. Infine, Safran i cui motori sono presenti nella maggior parte dei programmi aeronautici europei, sia civili che militari e la cui divisione Difesa offre capacità avanzate nei sistemi missilistici e nell’optronica.
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