Ad Arlington, in Texas, la semifinale tra la Francia campione del mondo nel 2018 e finalista nel 2022, e la Spagna campione d’Europa
Certe partite non hanno bisogno di presentazioni. Francia-Spagna è una di quelle sfide che da sole bastano a spiegare il fascino di un Mondiale. Due nazionali ricche di talento, due filosofie calcistiche diverse ma ugualmente efficaci, due generazioni di campioni pronte a contendersi un posto nella finalissima del Mondiale 2026.
Ad Arlington, in Texas, va in scena una semifinale che profuma di finale anticipata. Da una parte la Francia di Didier Deschamps, campione del mondo nel 2018 e finalista nel 2022, che sogna di raggiungere la terza finale consecutiva. Dall’altra la Spagna di Luis De la Fuente, campione d’Europa in carica e intenzionata a tornare sul tetto del mondo sedici anni dopo il trionfo in Sudafrica.
La Francia si presenta all’appuntamento dopo un percorso praticamente perfetto. I Bleus hanno dominato il proprio girone, chiudendo a punteggio pieno grazie ai successi contro Senegal, Iraq e Norvegia, dimostrando fin da subito una superiorità tecnica e atletica impressionante.
Nella fase a eliminazione diretta Mbappé e compagni hanno continuato a vincere senza troppe difficoltà. La Svezia è stata superata con un netto 3-0, il Paraguay ha rappresentato l’ostacolo più complicato con una vittoria di misura per 1-0, mentre nei quarti il Marocco è stato battuto 2-0 grazie all’ennesima prestazione di grande maturità. La Francia è l’unica nazionale arrivata in semifinale vincendo tutte le partite disputate nel torneo.
Se il cammino francese è stato caratterizzato dalla forza offensiva, quello della Spagna si è fondato soprattutto sulla solidità difensiva. Dopo il sorprendente pareggio all’esordio contro Capo Verde, la Roja ha alzato progressivamente il livello del proprio gioco, superando Arabia Saudita e Uruguay e conquistando il primo posto nel girone.
Successivamente gli spagnoli hanno eliminato Austria, Portogallo e Belgio, mostrando una straordinaria capacità di soffrire e colpire nei momenti decisivi. Proprio contro Belgio e Portogallo è stato decisivo Mikel Merino, autore di gol pesantissimi dalla panchina. Prima del quarto di finale con il Belgio, la Spagna era riuscita addirittura a mantenere la porta inviolata per tutta la competizione.
A rendere ancora più affascinante questa semifinale sarà il confronto tra le stelle delle due nazionali. La Francia si affida a Kylian Mbappé, protagonista assoluto del Mondiale e leader di un attacco devastante completato da Dembélé, Olise e Doué. La Spagna risponde con il talento cristallino di Lamine Yamal, supportato dalla classe di Dani Olmo, dalla regia di Rodri e dall’esperienza offensiva di Oyarzabal.
Deschamps è orientato verso il 4-2-3-1 con Maignan tra i pali, Koundé, Upamecano, Saliba e Digne in difesa, Rabiot e Koné a centrocampo, mentre sulla trequarti agiranno Dembélé, Olise e Doué alle spalle di Mbappé.
La Spagna dovrebbe invece schierare Unai Simón in porta, Pedro Porro, Cubarsí, Laporte e Cucurella in difesa, Rodri e Fabian Ruiz in mediana, con Yamal, Dani Olmo e Alex Baena a supporto dell’unica punta Oyarzabal.
Più che una semplice semifinale, Francia-Spagna rappresenta la sfida tra due squadre che hanno offerto il calcio più convincente del torneo. Da una parte la potenza, la velocità e il talento individuale dei Bleus; dall’altra il palleggio, l’organizzazione e la qualità tecnica della Roja. Novanta minuti, forse centoventi, per decidere chi continuerà a inseguire il sogno più grande: giocarsi il titolo di campione del mondo nella finalissima del 19 luglio.
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