
La Norvegia batte la Costa d’Avorio 2 a 1, la Francia non dà scampo alla Svezia con un perentorio 3 a 0. Al Messico basta mezz’ora per risolvere la pratica Ecuador (2 a 0)
Tutto come da pronostico nei match dei sedicesimi Costa d’Avorio-Norvegia, Francia-Svezia e Messico-Ecuador. Haaland e Mbappè “timbrano il cartellino” e conducono le rispettive nazionali agli ottavi. Il Messico padrone di casa non ha difficoltà a superare l’ostacolo e a passare il turno mandando in delirio gli ottantamila dell’Azteca.
A Dallas è andata in scena una partita intensa e molto equilibrata, che ha visto la Costa d’Avorio partire meglio, ma la Norvegia colpire con cinismo. Gli africani hanno imposto fin da subito ritmo e aggressività, sfruttando la fisicità di Kessié e le accelerazioni sugli esterni di Pepé e Diomandé, creando le occasioni migliori nei primi 30 minuti.
Proprio nel momento migliore degli ivoriani, però, al 39’ è arrivato il lampo che ha cambiato la gara: Antonio Nusa si è accentrato dalla sinistra e ha lasciato partire un tiro a giro spettacolare sotto l’incrocio, portando avanti la Norvegia.
Nella ripresa la Costa d’Avorio ha continuato a spingere e ha trovato meritatamente il pari al 74’, con Amad Diallo, autore di una bella azione personale. Il talento del Manchester United, ex Atalanta, si è inserito in area con un fantastico dribbling e rientrato sul sinistro e ha conclusa con un tiro preciso nell’angolo.
Quando la sfida sembrava indirizzata verso i supplementari, però è salito in cattedra il protagonista più atteso, ma fino a quel momento quasi anonimo: all’86’ Erling Haaland ha finalizzato da pochi passi un’azione costruita da Ødegaard e compagni, firmando il definitivo 2‑1.
Nel finale decisiva anche una grande parata di Nyland su punizione di Diallo, ultimo tentativo degli africani.
La Costa d’Avorio esce comunque a testa alta dopo aver giocato forse meglio per lunghi tratti, ma pagando la scarsa concretezza. La Norvegia invece dimostra maturità e qualità nei momenti chiave: Ødegaard regista illuminante, Nusa devastante nell’uno contro uno e Haaland semplicemente decisivo.
I norvegesi affronteranno il Brasile negli ottavi il 5 luglio, a New York/New Jersey al MetLife Stadium.
Dove è scesa in campo la Francia con tutt’altro copione nella gara contro la Svezia. I transalpini hanno imposto fin da subito la propria superiorità tecnica contro una Svezia mai realmente in partita. Dopo un due pali colpiti dai Bleus, la gara si è sbloccata al 45’: Kylian Mbappé ha inventato il gol dell’1‑0 con una giocata individuale – un dribbling stretto dei suoi in piena area con tiro imparabile alla sinistra del portiere, sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
Nella ripresa la Francia ha preso definitivamente il controllo del match: al 53’ Bradley Barcola ha raddoppiato sfruttando un inserimento perfetto su assist di Olise. Il tris è arrivato al 74’, ancora con Mbappé, freddo nel battere il portiere sul secondo palo dopo l’ennesima imbucata di Olise.
La Francia ribadisce la propria autorevolissima candidatura al titolo, grazie a una rosa piena di talenti – contro la Svezia Olise è stato il vero regista offensivo della partita, con due assist e giocate continue tra le linee, mentre Mbappé, con la doppietta, si conferma leader tecnico e realizzativo del torneo (6 gol) – e una difesa impeccabile, con Saliba e Upamecano mai in difficoltà.
La strada verso i quarti sembra spianata: la Francia giocherà gli ottavi contro il Paraguay (4 luglio a Philadelphia), che ha eliminato la Germania ai rigori.
Nella notte, all’Azteca, il Messico ha sfruttato il fattore campo e con un avvio fulminante ha avuto la meglio su un Ecuador poco incisivo. La partita, inizialmente ritardata per condizioni meteo avverse e il pericolo di fulmini, è stata indirizzata già nel primo tempo.
Al 22’ arriva il vantaggio: Julián Quiñones riceve sulla sinistra, si accentra e scarica un destro potente sotto la traversa per l’1‑0. Appena nove minuti dopo, al 31’, Raúl Jiménez raddoppia finalizzando un’azione veloce con scambio proprio con Quiñones.
Nella ripresa il Messico controlla la partita senza correre particolari rischi, mentre l’Ecuador fatica a costruire occasioni, risultando piuttosto sterile nonostante il possesso.
Il Messico ha mostrato grande solidità e organizzazione: difesa perfetta (nessun gol subito nel torneo finora) e attacco concreto. Quiñones e Jiménez sono stati determinanti, ma tutta la squadra ha dato l’impressione di essere molto equilibrata.
Negli ottavi i messicani se la vedranno con la vincente di Inghilterra – Repubblica Democratica del Congo, ancora all’Azteca.
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