I salumi resistono alla crisi: esportazioni in crescita del 5,3% e consumi interni in tenuta

Al di là dei dazi di Trump e delle perturbazioni internazionali: il settore dei salumi made in Italy ha chiuso un 2025 molto positivo con una lieve crescita della produzione, un consolidamento del fatturato (9,6 miliardi di euro, pari al +1,9%) e, nonostante le problematiche internazionali, ha raggiunto il record delle esportazioni con un giro d’affari di 2,5 miliardi e una crescita rispetto all’anno precedente del 5,3% sia in volume che in valore.

I positivi numeri del settore della salumeria italiana saranno al centro dell’assemblea di Assica (l’associazione delle industrie dei salumi e delle carni preparate) in calendario il prossimo 18 giugno a Roma.

Mercato interno in salute

«I dati confermano – ha commentato il presidente di Assica, Lorenzo Beretta – che nonostante il contesto economico dominato dall’incertezza e dalla prudenza dei consumi, il nostro comparto ha registrato una lieve crescita sul mercato interno. Nel 2025 la produzione nazionale si è attestata a 1,173 milioni di tonnellate, in aumento dello 0,6% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo di 9,643 miliardi di euro (+1,9%). La disponibilità al consumo sul mercato nazionale ha raggiunto 989.200 tonnellate con un leggero miglioramento di 0,5%, mentre il consumo apparente pro capite ha raggiunto quota 16,6 chilogrammi annui, confermando il ruolo che i salumi continuano a occupare nelle abitudini alimentari degli italiani».

Sempre con riferimento al mercato interno, Assica sottolinea come il prodotto più consumato resti il prosciutto cotto (con una quota di mercato del 28,1% del totale dei salumi consumati in Italia). A seguire il prosciutto crudo stagionato (21%), la categoria mortadella e wurstel (19,6%), il salame con l’8,3% e la bresaola con il 2,4 per cento.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Articoli correlati