
La casa coreana amplia in un solo colpo le gamme dei modelli termici e full-hybrid con le due versioni della Seltos, disponibili anche con la trazione integrale. Design esterno e interno, equipaggiamenti e tecnologie del nuovo suv si allineano a quelli di tutte le più recenti Kia
La ridefinizione della gamma Kia fa un altro passo avanti con lo sbarco in Europa della seconda generazione del suv Seltos, proprio in concomitanza con quelli delle rinnovate Niro e XCeed di dimensioni simili, ma con personalità ben differenti. La Seltos come le due consanguinee rafforza la strategia multienergia del brand, che è uno dei tasselli fondamentali della sua road map al pari del costante affinamento dei suoi canoni stilistici e dell’upgrading delle tecnologie: da quelle degli Adas a quelle della digitalizzazione. Il nuovo suv si colloca fra quelli di taglia media contrapponendosi, per esempio, alla Nissan Qashqai, alla Renault Symbioz, alla Toyota Corolla Cross – e alla Volkswagen T-Roc.
L’offensiva poggia su due versioni, una termica pura e una full hybrid, che si possono scegliere sia con la trazione anteriore sia con quella a quattro ruote motrici, alternativa che in alcune zone può attrarre interesse supportando le ambizioni della Seltos.
Basata sull’architettura K3 specifica per i modelli con i motori con i pistoni anche elettrificati in vario modo, la Seltos è offerta nelle versioni 1.6 T-Gdi e 1.6 Gdi Hev. La prima è spinta da un motore sovralimentato a benzina di 1,6 litri con 180 cavalli con 270 Nm di coppia che si abbina sia con il cambio manuale con sei marce sia con il doppio frizione con sette rapporti nel caso della variante a due ruote motrici e solo con quest’ultimo in quello della proposta con la trazione integrale. Queste Seltos offrono prestazioni solo leggermente influenzate dal tipo di cambio e di trazione. Sono sintetizzabili in velocità massime nell’ordine di 200 all’ora e in scatti da 0 a 100 orari in 9”, a fronte di consumi medi che in funzione della configurazione vanno da 6,6 a 7,5 l/100 km.
Invece, la Hev full hybrid che arriverà in autunno seguito sarà proposta anche nella versione Tri-Fuel a Gpl ma che è già ordinabile ha una potenza di 154 cavalli nel caso della versione a trazione anteriore e di 178 cavalli in quello della variante con la trazione integrale. Quest’ultima, a differenza di quella Seltos T-Gdi, non è meccanica ma originata da un motore elettrico sull’asse posteriore. A prescindere da ciò, tutte e due sono equipaggiate con il cambio a doppia frizione con sei marce e raggiungono velocità di poco inferiori ai 160 all’ora e il traguardo dei 100 orari in tempi nell’ordine dei 10”, mentre i consumi medi assieme ad altre specifiche saranno noti in autunno.
Tutte le Seltos offrono i più avanzati sistemi Adas che negli allestimenti di livello più completo includono anche quelli che upgradano la funzione del cruise control adattivo delle Seltos con cambio automatico alla guida semi-assistita di livello 2 avanzato e le tecnologie da poco presenti nel repertorio della Kia. Per esempio, il sistema di controllo dell’abitacolo integrato nel retrovisore che monitora in tempo reale l’attenzione del conducente e la posizione dei passeggeri per supportare le funzioni di sicurezza avanzate, secondo i più recenti protocolli EuroNCAP, per limitare le conseguenze negative in caso di attivazione degli airbag. Infine, inusualmente, come i modelli Ev alcune Seltos full hybrid offrono a richiesta la funzione V2L per cedere elettricità all’esterno.
A livello stilistico anche la Seltos è frutto del linguaggio che dilaga in maniera massiccia fra le elettriche della Kia e che con l’avvento di nuovi o rinnovati modelli è sempre più presente anche tra quelle Ice. Tuttavia, anche in questo caso il bold design non suscita l’impressione di definire una linea pantografata da quelle di altri modelli. Quindi, la Seltos ha un aspetto ben riconoscibile grazie all’equilibrio delle proporzioni e a stilemi specifici, come la firma luminosa anteriore parzialmente inserita nella mascherina, prospettando parafanghi scolpiti e fiancate solcate da nervature inferiori. A secondo dell’allestimento cambiano i cromatismi degli scudi paraurti e delle protezioni lateraili inferiori della carrozzeria.
Il risultato assieme alla lunghezza di 4,43 metri, alla larghezza di 1,83 metri e all’altezza di 1,62 metri imprime alla Seltos un aspetto che trasmette sia una muscolosità tipicamente da suv sia l’ampiezza dell’abitacolo, grazie al passo di 2,69 metri.
L’abitacolo che offre la selleria posteriore con schienali reclinabili è spazioso, ma non a scapito della capacità del bagagliaio, che va da 536 a 1.511 litri sulla Seltos termica e a 1.494 sulla full hybrid, si ritrova l’ultima evoluzione dell’interior design che ha debuttato le Kia elettriche. Infatti, lo stile dell’arredamento è minimalista ma non scarno e, soprattutto, anche premiante per l’ergonomia e la funzionalità perché la digitalizzazione saggiamente non esclude tanti comandi fisici ben identificabili, per esempio a centro plancia ci sono quelli della climatizzazione bi-zona e dei principali servizi vettura oltre che delle scorciatoie dell’infotainment, e ci sono anche molti vani portaoggetti e tante porte USB-C. Fra questi sulle Seltos con cambio a doppia frizione c’è anche quello della consolle centrale liberata dal selettore del cambio che, grazie al sistema shift-by-wire, è passata sul piantone del volante integrando anche il tasto d’avviamento, ma fortunatamente in una posizione che non può essere confusa con il comando dei tergicristalli.A prescindere dalla versione e dall’allestimento appoggiato sulla lineare plancia c’è la versione più completa del widescreen Kia. Ovvero, quella che collega tramite lo schermo monocromatico da 5” della climatizzazione i display da 12,3” della strumentazione configurabile e dell’infotainment. Quest’ultimo basato su Android Automotive integra anche l’assistente vocale con Ai rigenerativa, il protocollo Ota per aggiornare i software della vettura, le funzioni Kia Connect assieme alla possibilità di scaricare anche app d’intrattenimento nonché di attivare la digital key e la connettività per gli smartphone, che dal secondo livello di allestimento si possono ricaricare via wireless. A richiesta c’è anche l’head up display.
Su strada la Seltos con il cambio a doppia frizione e la trazione integrale convince grazie all’assetto messo a punto per le versioni destinate all’Europa nel centro R&D tedesco della Kia, poiché si guida istintivamente grazie al comportamento affidabile e alla maneggevolezza. Inoltre, le sospensioni assorbono gradualmente anche le irregolarità più marcate della strada anche con i grossi cerchi da 19” dell’allestimento top di gamma, a tutto vantaggio del confort. Fattore influenzato positivamente anche dalla silenziosità che regna nell’abitacolo.
Dal canto suo, il motore sovralimentato ma non elettrificato contribuisce a rendere la guida gradevole rispondendo prontamente ai comandi, con l’erogazione lineare a prescindere dalla modalità di guida (Eco, Normal, Sport) avvantaggiata dalla fluidità dei passaggi marcia e, all’occorrenza, con la vivacità impressa dalla potenza di 180 cavalli. Insomma, ha un temperamento versatile con cui soddisfa tanto nell’uso quotidiano nel traffico quanto nei viaggi prospettando un consumo reale non lontano da quello dichiarato: 8 anziché 7 l/100 km.
Il nuovo suv è disponibile come le altre più recenti Kia negli allestimenti Business, Style e lo sportiveggiante GT-line ai quali si affianca l’inedito X-line con connotazioni che accentuano la personalità da suv della Seltos riservato solo alle varianti con la trazione integrale. Il Gt-line si può richiedere solo per le Seltos a due ruote motrici con il cambio a doppia frizione, mentre gli altri si abbinano un po’ con tutte le versioni. Il listino parte da 31.000 e arriva a 43.000 euro. Ovviamente, ogni allestimento prevede di base una dotazione che include tutto ciò che si pretende da modelli di ultima generazione, poi l’equipaggaimento sale includendo già dallo Style, per esempio, il sedile guida regolabile elettricamente e il riscaldamento per tutti e due gli anteriori per aggiungere in quelli al top della gamma i fari full Led, i cerchi da 19”, il portellone elettrico, il surround view monitor e la videata che appare nel cockpit quando si aziona la freccia per proiettare quanto nasconde l’angolo cieco del retrovisore dal lato in cui si vuole svoltare.
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