Medici di famiglia: scattato il countdown per la formazione specialistica

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata il 27 luglio 2026 mentre la prova unica nazionale si terrà il prossimo 21 ottobre

Il medico di famiglia resta il primo presidio sanitario per i cittadini e un elemento chiave per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e il 2026 è anche l’anno in cui la questione della medicina generale torna sul tavolo con una forza nuova: perché senza medici di famiglia non c’è DM 77 che tenga, non c’è Pnrr che basti, non c’è prossimità che funzioni.

I medici di medicina generale erano 45.203 nel 2013 e sono scesi a 37.983 nel 2023. In dieci anni si sono persi 7.220 medici. Nello stesso periodo anche i pediatri di libera scelta sono diminuiti, passando da 7.705 a 6.706. Tra il 2019 e il 2024 il calo dei soli MMG è stato di oltre 5 mila unità. Secondo la Fondazione Gimbe, in Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale.

Sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle aree più popolose, nelle zone interne, nei territori periferici, dove la sostituzione dei pensionamenti è più difficile. Aumentano i massimali, crescono gli assistiti per medico, si riduce il tempo disponibile per ogni paziente, si moltiplicano gli adempimenti burocratici.

Il Concorso per il Medico di Medicina Generale (MMG) è il passaggio fondamentale per chi desidera diventare MMG in Italia. Questo concorso, infatti, rappresenta l’accesso al percorso formativo dedicato di tre anni e che permette di iscriversi alle graduatorie per l’Assistenza Primaria. Ovvero per aprire lo studio.

A fine giugno , le Regioni hanno bandito i concorsi per l’ammissione ai corsi di formazione specifica in medicina generale. Ogni Regione italiana ha un numero di posti disponibili MMG 2026, che varia notevolmente.

Le Regioni con più posti offrono maggiori opportunità, ma anche una concorrenza elevata. Pertanto, la scelta della Regione in cui partecipare deve essere ponderata, valutando anche la disponibilità di posti e la competitività.

Per il corso di formazione specifica in Medicina Generale (triennio 2026-2029), i bandi pubblicati dalle singole Regioni e Province Autonome offrono complessivamente circa 2.200 – 2.300 posti con borsa di studio a livello nazionale.

Poiché il concorso è gestito a livello regionale, il numero esatto dei posti viene definito sommando le singole quote locali, stabilite in base alle necessità del territorio.

A titolo d’esempio per il triennio 2026-2029, le principali disponibilità regionali comprendono: Lombardia: 481 posti; Campania: 240 posti; Lazio: 200 posti; Veneto: 191 posti; Emilia-Romagna: 185 posti.

Per l’elenco completo dei posti disponibili nella tua regione, è possibile consultare i dettagli specifici sul Portale del Ministero della Salute dedicato ai bandi.

Il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (MMG) è un percorso triennale obbligatorio, strutturato a tempo pieno (4.800 ore), prevede una borsa di studio di circa €11.600 annui. circa 967 euro lordi al mese, che al netto si aggira sui 700-750 euro mensili. A differenza delle borse di studio delle Scuole di Specializzazione, quella in Medicina Generale è soggetta a tassazione IRPEF , Viene, infatti, considerata reddito da lavoro assimilato.

Il bando nazionale è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e prevede la scadenza per la presentazione delle domande entro il 27 luglio 2026. La prova unica nazionale si terrà il 21 ottobre.

Le Regioni, affermano i sindacati, avrebbero dovuto pubblicare i bandi entro febbraio. Il bando ministeriale, previsto solo a completamento di tutte le pubblicazioni regionali, sconterà perciò un ritardo di almeno quattro o cinque mesi con il rischio concreto che il corso 2026-2029 non parta nel 2026 ma scivoli al 2027, a fronte di un ricambio generazionale e di pensionamenti che le Regioni conoscono perfettamente.

Se davvero si vuole parlare di urgenze, in attesa degli auspicati provvedimenti organici che trasformino la medicina generale a pieno titolo in specialità, e superino la scarsa partecipazione ai bandi in pubblicazione , il sindacato ( Fimmg ) ha indicato alcune soluzioni quali quella di riattivare il modello del Decreto Calabria ( Il legislatore ha già derogato, per la medicina generale e in via straordinaria, alla prova concorsuale: il D.L. 30 aprile 2019, n. 35 (conv. L. 60/2019), cd. “Decreto Calabria”, ha previsto l’accesso al corso di formazione specifica tramite graduatoria riservata per titoli di servizio, senza prova a quiz, per i medici con adeguata esperienza in continuità assistenziale, emergenza territoriale o sostituzioni); l’ accesso diretto in caso di domande inferiori ai posti; la velocizzazione emergenziale di tutti i tempi.

Articoli correlati