Petrolio, Descalzi: «Ora raffinerie Usa compensano carenze»

L’amministratore delegato di Eni: «Da gennaio stop completo a gas russo»

«Si parla di mancanza di crudo ma i prodotti contano molto, perché poi vanno a consumo e fanno alzare i prezzi. Per noi come Europa sono il diesel e il jet fuel». Il jet fuel «scontava una carenza già prima, da quando si è chiuso l’accesso al mercato russo circa il 60% veniva dal Golfo. E ora chi sta compensando sono le raffinerie Usa che vanno con una capacità produttiva del 95% rispetto al potenziale per poter compensare le carenze». Lo ha detto l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, in audizione di fronte alla Commissione Attività produttive della Camera.

«Per quanto riguarda l’approvvigionamento di gas – ha detto Descalzi – , 36 miliardi dalla Russia dovranno essere compensati dagli Stati Uniti o East Asia questo ci porta ad avere da gennaio 2027 un ulteriore problema. La coda della guerra porterà a uno stop completo del gas che arriva all’Europa». «Questo ci troverà in una situazione di stoccaggi peggiore dell’anno scorso – ha continuato l’ad di Eni -, non per l’Italia che è in linea con l’anno scorso al 71-72%, è tutto contrattato, ci sono paesi europei che sono molto al di sotto. Per l’Europa che va a gas è una preoccupazione, per quella che va a nucleare come la Francia e in parte la Spagna lo è in modo minore anche se ogni Paese deve comunque avere una stabilità».

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