
La forma segue il divertimento, non la funzione. È un linguaggio dalla forte identità visiva quello di Gustaf Westman, che punta sull’abbondanza e sull’accumulo. 1° Puntata
Una nuova generazione di creativi sovverte i cliché del minimalismo nordico, sinonimo di disciplina, linee pulite, una tavolozza cromatica trattenuta e una fede incrollabile nella funzione. Tutto cambia: dove prima c’era sottrazione, ora c’è abbondanza, accumulo; dove dominavano le tinte neutre, entrano palette pastello e colori pieni. Si intravedono gli echi del Post modernismo e dell’ironia radicale di movimenti come Memphis o Alchimia, ma senza nostalgia. Qui c’è solo il gusto del divertimento. Tra i protagonisti della nuova wave, il designer Gustaf Westman che crea oggetti perfettamente ascrivibili a una favola cartoon.
Lo studio-laboratorio del designer Gustaf Westman si trova in un angolo tranquillo dell’isola di Södermalm, a Stoccolma. Lo si indovina già dalla strada: tende rosa pallido circondano tre ampie finestre che risaltano tra le case del sobborgo, anche perché fanno da cornice a un tripudio di ceramiche, piatti con bordi bombati, caraffe in equilibrio su piedini a bulbo e alti portacandele dalle linee soft e in tonalità che vanno dal rosa pastello all’azzurro polvere. All’interno, lo spazio è ampio; su ogni ripiano, su ogni superficie ci sono oggetti di ogni tipo. «È tutto molto caotico, ma colorato», dice sorridendo il designer, mentre solleva una caraffa blu cobalto e la tiene accanto a una tazza nella stessa tonalità: è la nuova colorazione per una collezione da tavola già esistente. «Ci ho messo un secolo a trovare il colore giusto. Volevo un blu non troppo tendente al viola e nemmeno troppo chiaro», spiega riferendosi al suo meticoloso approccio ai colori che, dice, è del tutto intuitivo. «Mi piacciono le decisioni che non sembrano tali», dice guardandosi intorno. «Questa è una tazza, è blu, fine della storia! Faccio solo ciò che ha senso per me». Deve aver pensato la stessa cosa quando, in piena Milano Cortina2026, ha voluto rendere omaggio ai fratelli svedesi Rasmus e Isabella Wranå, campioni olimpici di curling, con la sua Curling Bowl color blu sorbetto, una ciotola da aperitivo con il portabicchiere che si ispira alla pietra usata nella disciplina.
Westman ha fondato lo studio nel 2020, dopo aver frequentato architettura a Göteborg ed essersi trasferito a Stoccolma. La svolta è arrivata con uno specchio dalla cornice ondulata (Curvy, 2.400 euro). Realizzato inizialmente per un marchio di abbigliamento svedese, ha riscosso grande successo online, anche grazie a ordini illustri, tra i quali quello del rapper americano Tyler, The Creator e della cantante Olivia Rodrigo. Il campione olimpico degli snack – così si è definito lui stesso sui social dopo il lancio della bowl – oggi ha 31 anni e crea collezioni caratterizzate da un linguaggio dalla forte identità. «Amo i marchi in cui ogni cosa sembra parte di un unico universo; si tratta di sviluppare un codice intorno al quale ruota tutto», dice. «I miei pezzi hanno l’energia di chi li disegna», afferma riferendosi alle sue creazioni come il divano Blob (2.400 euro), i tavoli Curvy (750 euro), gli specchi a forma di fiori (430 euro) e i bicchieri da vino oversize (85 euro). «Forse agli occhi di un purista non si adattano a tutti gli ambienti, ma secondo me stanno bene ovunque: risaltano».
Le opere di Westman vanno oltre l’estetica. Dietro all’eccentricità si nasconde un talento nel rendere divertente la funzionalità delle cose. La tazza Chunky, cilindrica, linee soft, che si adagia perfettamente su un piattino bombato (65 euro), ne è un chiaro esempio. «Volevo un oggetto semplice da tenere in mano», dice, sorseggiando il caffè dalla sua, color corallo intenso con un piattino uguale. «Se si rovescia qualcosa, il piattino lo raccoglie».
Lo spirito giocoso di Westman si esprime anche nelle collaborazioni con i brand e nei temporary shop che hanno contribuito a far conoscere il suo lavoro. Ha disegnato di tutto, da una Mercedes-Benz rosa confetto – più un’opera d’arte che un’auto, con specchietti giganti e un tavolino da picnic integrato – a un pop-up store a Brooklyn in un locale industriale trasformato in una specie di museo. Di recente, ha collaborato con Kindred, la piattaforma di scambio case, per l’allestimento di negozi pop-up in tutta Europa, che lui arreda e decora con il suo design: gli opening sono diventati eventi di successo – come quello organizzato in occasione di 3daysofdesign a Copenhagen, dove c’era una lunghissima coda di ragazzi della Generazione Z. «Abbiamo cercato di trovare gli appartamenti più tipici in città e di dare a ciascuno un twist, pur mantenendo intatto il genius loci», dice. A fine 2025 tra le collaborazioni pop di Westman figurava anche Ikea: per il colosso dell’arredo svedese ha realizzato dodici pezzi di una collezione da tavola di Natale. Il più famoso è un lungo piatto rettangolare azzurro con al centro un incavo dai bordi rialzati per contenere esattamente undici polpette di carne o veg.
Intanto il designer, alla Design Week milanese, presenta una linea esclusiva di piccoli oggetti total black in collaborazione con End Clothing, ed è in arrivo anche una nuova linea di bicchieri. «Sono entusiasta dei miei Chunky Water Glass, adoro lavorare il vetro. E ho persino provato a soffiarlo: è divertente!», dice. Intanto si prepara anche a tornare all’arredamento, settore con cui si era misurato all’inizio della carriera. Ha già un’idea per un divano, per esempio: «Me lo immagino ampio, comodo e con un grande cuscino», e aggiunge che vorrebbe presto aprire uno spazio suo che sia, insieme, ristorante e store. «Ti siedi, ordini da mangiare e scegli gli oggetti da acquistare dallo stesso menu», spiega. Ora è determinato a trasformare il suo studio, cresciuto molto rapidamente, in qualcosa di più solido. «Sto correndo da cinque anni». È arrivato il momento di fare il punto della situazione con qualche aggiustamento. «Una volta ero più attento, mi preoccupavo di ciò che pensava la gente. Ora mi sto solo divertendo».
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