Adas e infotainment i maggiori pericoli per gli automobilisti

Studio Economist-Brembo: in tutto il mondo, nove automobilisti su dieci si sentono sicuri sulle strade. Todt: troppa sicurezza è un rischio

Guida autonoma, Adas e gestione dell’infotainment di bordo saranno la nuova frontiera della sicurezza stradale. Non soltanto per l’impatto delle tecnologie, ma anche per la modalità di trasmissione e la percezione dei messaggi e delle informazioni che verranno trasferiti agli automobilisti. I dati di un’indagine di Economist Enterprise, con il supporto di Brembo, lo confermano in maniera inequivocabile.

Nove persone su dieci, oggi, si sentono sicure negli spostamenti quotidiani sulle strade e solo tre professionisti su cento indicano nei guasti meccanici la causa principale degli incidenti che avvengono sulle strade di tutto il mondo. Invece, il 30% dei professionisti indica l’uso improprio o la scarsa comprensione dei sistemi di assistenza alla guida come la principale causa dei problemi di sicurezza nella mobilità. Ancora, il 24% degli esperti segnala le funzionalità che distraggono gli utenti dalla strada come il rischio più serio per la sicurezza. E gli stessi utenti indicano il proprio comportamento su strada come la maggiore fonte di preoccupazione. Le cronache, del resto, ci restituiscono quotidianamente notizie di incidenti avvenuti per l’uso imprudente dell’infotainment di bordo.

Secondo i professionisti (solo quattro su dieci si dichiarano sicuri sulle strade, meno della metà degli utenti), anche il modo in cui vengono promosse le tecnologie di assistenza alla guida può contribuire a peggiorare la sicurezza: il 65% ritiene che la pubblicità possa sovrastimare le capacità dei sistemi. Il 62% afferma che la pubblicità stessa lasci intendere che gli utenti debbano prestare meno attenzione. Il 60% ritiene che enfatizzi i benefici riducendo l’attenzione sui limiti.

Lo studio, Safety in motion: Driving trust in modern mobility, ha coinvolto utenti della strada e professionisti della mobilità in dieci importanti mercati produttori di veicoli (Brasile, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Regno Unito e Stati Uniti) che insieme rappresentano circa il 75% della produzione mondiale di veicoli.

Nonostante l’elevata fiducia, l’88% degli utenti sostiene misure più incisive per la sicurezza stradale, inclusi limiti di velocità più bassi e maggiori controlli, e dichiara che sarebbe disposto a pagare di più per sistemi di trasporto più sicuri. Allo stesso tempo, il 68% dei professionisti individua nello scarso coordinamento tra regolatori e industria il principale ostacolo al miglioramento della sicurezza.

«Colmare il divario di fiducia richiede un’azione collettiva da parte di tutto l’ecosistema della mobilità», dice Matteo Tiraboschi, presidente esecutivo di Brembo. «L’industria deve continuare a innovare in modo responsabile, i decisori pubblici devono creare quadri regolatori efficaci e, insieme, devono aiutare le persone a comprendere sia le capacità sia i limiti delle nuove tecnologie».

Ogni anno, sulle strade di tutto il mondo muoiono circa 1,2 milioni di persone coinvolte in incidenti stradali. «La ricerca mostra chiaramente che gli utenti della strada hanno molta più fiducia nella sicurezza dei propri spostamenti quotidiani rispetto agli esperti di mobilità. È un dato molto preoccupante», dice Jean Todt, inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale. «La fiducia è essenziale per la mobilità, ma l’eccesso di fiducia può indurre le persone ad assumere rischi inutili. Oggi – conclude Todt – le persone non sono sicure sulla strada. Per affrontare questa pandemia silenziosa servono innovazione responsabile, regolamentazione efficace e investimenti seri».

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