Ad al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, la sfida che vale la finale del prossimo 19 luglio contro la Spagna
Ci sono partite che valgono una finale e altre che entrano nella leggenda ancora prima di essere giocate. Argentina-Inghilterra appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La semifinale dei Mondiali 2026 in programma ad Atlanta mette infatti di fronte due delle nazionali più prestigiose del panorama internazionale, protagoniste di una rivalità che affonda le radici in oltre mezzo secolo di storia calcistica e alla guerra delle Falkland/Malvinas del 1982.
Il pensiero corre infatti inevitabilmente al Mondiale del 1986 in Messico. Nei quarti di finale Diego Armando Maradona firmò una delle prestazioni più celebri della storia del calcio: prima il contestatissimo gol della “Mano de Dios”, poi il capolavoro passato agli archivi come il “Gol del Secolo”, dopo una straordinaria azione solitaria partita da metà campo. Quella sfida contribuì ad alimentare una rivalità già sentita, trasformandola in uno dei confronti più iconici del calcio.
Le due nazionali si sono incrociate più volte nelle grandi competizioni, regalando sempre incontri intensi e ricchi di significati. Dal pareggio nel Mondiale del 1966 alla vittoria argentina del 1986, fino al successo inglese per 1-0 nella fase a gironi di Corea-Giappone 2002, ogni confronto ha lasciato un segno nella memoria degli appassionati. Oggi, a scrivere un nuovo capitolo di questa storia, saranno Lionel Messi e Harry Kane, simboli di due generazioni di campioni.
L’Albiceleste si presenta all’appuntamento da campione del mondo in carica e con la concreta possibilità di conquistare un secondo titolo consecutivo. Il percorso della squadra di Lionel Scaloni è iniziato con una fase a gironi praticamente perfetta. Messi e compagni hanno superato l’Algeria per 3-0 all’esordio, hanno battuto l’Austria per 2-0 e chiuso il gruppo con un convincente 3-1 sulla Giordania, ottenendo il primo posto senza particolari affanni.
La fase a eliminazione diretta ha però raccontato una storia diversa. L’Argentina ha dovuto affrontare tre sfide estremamente combattute, mostrando carattere e capacità di soffrire. Nei sedicesimi è servito il supplementare per avere ragione di Capo Verde per 3-2. Agli ottavi è arrivato un altro successo di misura contro l’Egitto, ancora per 3-2, mentre nei quarti la Svizzera è stata piegata 3-1 dopo altri tempi supplementari. Tre battaglie che hanno confermato la qualità tecnica dell’Albiceleste ma soprattutto la sua resilienza nei momenti decisivi.
Anche l’Inghilterra ha dovuto guadagnarsi la semifinale passo dopo passo. La squadra allenata da Thomas Tuchel aveva dato segnali incoraggianti già nella fase a gruppi, inaugurata con il brillante 4-2 contro la Croazia. Dopo lo 0-0 con il Ghana, i Tre Leoni hanno chiuso il girone superando Panama per 2-0 e conquistando il primo posto.
Come accaduto all’Argentina, però, le difficoltà maggiori sono arrivate nelle gare da dentro o fuori. Nei sedicesimi l’Inghilterra ha rimontato e battuto la Repubblica Democratica del Congo per 2-1. Negli ottavi ha superato il Messico con un rocambolesco 3-2, mentre nei quarti ha dovuto attendere i tempi supplementari per eliminare la Norvegia grazie alla decisiva doppietta di Jude Bellingham. Un percorso segnato da sofferenza, personalità e dalla capacità di emergere nei momenti più delicati.
La semifinale propone anche un suggestivo passaggio di testimone generazionale. Lionel Messi continua a guidare l’Argentina, che scenderà in campo le mitiche maglie blu simili a quelle usate nel 1986, mentre l’Inghilterra affida le proprie speranze alla coppia formata da Harry Kane e Jude Bellingham, autentici protagonisti del torneo. Da una parte c’è una nazionale che sogna di confermarsi campione del mondo, dall’altra una rappresentativa che rincorre una finale iridata che manca dal 1966.
Atlanta sarà dunque il palcoscenico di una sfida che unisce storia, talento e tradizione. Novanta minuti, forse centoventi, per guadagnarsi il diritto di affrontare la Spagna nell’ultimo atto del Mondiale 2026, il prossimo 19 luglio.
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