Bianca Pitzorno e il suo “luogo del cuore”

L’iniziativa del FAI, I Luoghi del Cuore, è volta a segnalare fino al 15 dicembre i luoghi italiani più amati e che meritano un futuro

Per me sono le vie buie e umide del quartiere cagliaritano di Castello, ma ognuno ha i suoi propri ed è giusto preservarli, o almeno cercare di farlo. Nasce da qui l’iniziativa del FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano, I Luoghi del Cuore, dove tutti possono votare e segnalare fino al 15 dicembre su www.iluoghidelcuore.it i luoghi italiani più amati e che meritano un futuro.

Anche la scrittrice Bianca Pitzorno ha scelto un luogo dell’amata natia Sardegna – Sassari, Stintino e soprattutto la campagna sarda con il suo cosiddetto “azzurro color di lontananza” – oltre all’adottiva Milano, riflettendo anche su quanto siano cambiati nel tempo. A raccontarlo è lei stessa in I luoghi che leggiamo, primo video podcast che racconta i luoghi del cuore degli scrittori, prodotto dal FAI.

“Ci sono diversi luoghi che io conservo nel mio cuore ma che oggi non sono più com’erano. Quando ero bambina andare a Stintino, dove potevo camminare scalza e andare a letto con la candela sul comodino, per me era come andare in paradiso. Oggi quando vado a Stintino che è diventato un centro alla moda, una Costa Smeralda dei poveri, non posso dire che sia un luogo del cuore. Penso che succeda a tutte le persone che superano gli 80 anni di età, il mondo è talmente cambiato che i luoghi del cuore sono rimasti nella nostra memoria”.

Oggi invece ritrova quella magia nella campagna sarda, “che ha questo azzurro color di lontananza, orizzonti che si perdono lontano, dove non sappiamo chi c’è e chi ci abita; questo sapersi perdere in un paesaggio dolce ma in qualche modo misterioso”.

Una riflessione doverosa anche sulla natia Sassari: “Manco da Sassari da più di 50 anni, torno raramente, di parenti ne sono rimasti pochi… Sassari è cambiata in peggio, era chiamata ‘il salotto della Sardegna’, abbiamo avuto due Presidenti della Repubblica… Sassari era una città piccolina, borghese ma che aveva anche la sua popolazione di agricoltori, perché, a differenza del resto della Sardegna dove le campagne erano grandi e i contadini vivevano in campagna, a Sassari i contadini avevano piccoli orti appena fuori dalle mura e tutte le sere tornavano a dormire in città, facevano parte della cittadinanza. (…) La parte storica che adesso stanno restaurando aveva una certa grazia. Abbiamo una bellissima cattedrale barocca, per esempio, San Nicola, molto decorata, e tante altre chiese, anche le chiesette di campagna che circondavano la città. Son rimasti dei bellissimi portali di una pietra tufacea scolpita che dava accesso alle campagne”.

A Milano Bianca Pitzorno è invece arrivata nel 1968 “in pieno ribollimento (…). Milano in quegli anni era meravigliosa. Io mi ero iscritta alla Scuola Superiore delle Comunicazioni Sociali dell’Università Cattolica e avevo trovato un letto in un appartamento in affitto lì vicino, in via Gian Giacomo Mora (…). Vicino c’erano le Colonne di San Lorenzo e sul retro quella meraviglia che per me è piazza Vetra. Ricordo che ero uscita di casa per vedere il quartiere in cui abitavo e a Milano in quel periodo c’era ancora un nebbione fitto. Mi sono persa e non mi son resa conto che giravo intorno… a un certo punto la nebbia si è aperta e ho visto questa fata Morgana, quella meraviglia che era il retro delle Colonne di San Lorenzo… Ho preparato tanti esami nel prato, seduta per terra in piazza Vetra”.

Tutti possono votare e segnalare il proprio luogo del cuore fino al 15 dicembre su www.iluoghidelcuore.it o attraverso i moduli cartacei scaricabili da ogni scheda.

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