
Ad Ascoli Piceno il trittico L’eco della Sibilla nasce nella Pinacoteca Civica davanti al pubblico
La Sibilla Appenninica è una delle figure più emblematiche del patrimonio leggendario dei Monti Sibillini. La tradizione medievale la descrive come una profetessa e sovrana che abitava una grotta sul Monte Sibilla, meta di cavalieri e viandanti in cerca di conoscenza e responsi sul futuro. Una figura che attraversa i secoli e mantiene un ruolo centrale nell’immaginario delle Marche.
A questa antica leggenda Omar Galliani dedica il grande trittico L’eco della Sibilla; l’artista ne propone una rilettura contemporanea, mantenendone il profondo legame con la storia e il territorio. L’opera, eseguita a matita nera su tavola di pioppo e articolata in tre pannelli per una dimensione complessiva di tre metri per sei, è stata realizzata all’interno della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, dove resterà esposta per tutta l’estate prima del trasferimento definitivo a Palazzo Saladini Pilastri. Il percorso espositivo comprenderà anche i disegni preparatori, parte integrante del processo creativo. Edificato nel XVI secolo su un’area in precedenza occupata da un monastero di suore benedettine, Palazzo Saladini è uno dei luoghi più identitari della città. Un ampio intervento di rigenerazione urbana ne prevede la trasformazione in uno spazio culturale e sociale con funzioni pubbliche, educative e di aggregazione. Il parco diventerà un hub dedicato alle pratiche culturali.
Per diversi mesi Galliani ha trasferito il proprio atelier nella Sala della Vittoria della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, lavorando all’interno degli spazi museali e sotto lo sguardo dei visitatori.
Una scelta per lui poco consueta, considerando che lo studio rappresenta per l’artista il luogo per antonomasia più intimo della ricerca e della definizione del lavoro. In questo caso la pratica si è svolta a contatto diretto con il pubblico, in un atto di grande apertura e generosità. Il progetto ha coinvolto oltre quattrocento cittadini, studenti e appassionati attraverso incontri e masterclass, mentre il museo ha assunto il ruolo di officina creativa e luogo di osservazione. La Pinacoteca Civica custodisce capolavori di Carlo Crivelli, Guido Reni, Tiziano e di altri protagonisti della tradizione artistica italiana. In questo contesto ricco di storia e cultura, Galliani ha sviluppato il proprio lavoro nei mesi di permanenza, in un ambiente permeato di bellezza, con le opere del museo come riferimento costante.
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