
Il welfare aziendale si conferma uno strumento utile anche per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e i carichi di cura familiari. Quindi, non solo per aumentare fatturati e produttività. L’anno scorso le aziende con piani di welfare hanno erogato in media mille euro pro capite ai propri dipendenti per acquisti di beni e servizi, in aumento rispetto agli 840 euro del 2021, ai 920 del 2022 e ai 980 del 2024. È cresciuta anche la quota effettivamente utilizzata dai beneficiari, passata dal 79% del 2021 all’84% del 2025.
A schizzare in alto sono stati, in particolare, i fringe benefit, beni e servizi esenti da imposte e contributi entro soglie definite. Tra questi rientrano, ad esempio, i buoni acquisto e i buoni carburante. In nove anni il loro “peso” sul welfare aziendale è passato dal 16,2% del 2017 al 55,1% del 2025. Praticamente è più che triplicato, complice anche una normativa fiscale favorevole. Negli ultimi anni, infatti, la soglia di fringe benefit esente da imposizione fiscale e contributi è progressivamente cresciuta, fino ad arrivare a mille euro per tutti i lavoratori dipendenti e 2mila euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico (fino al 2027).
È questa, in sintesi, la fotografia scattata dall’edizione 2026 dell’Osservatorio Welfare di Edenred Italia, l’indagine annuale costruita sull’analisi dei comportamenti di utilizzo di 5.500 aziende e 870mila beneficiari, presentata oggi a Milano in occasione dell’evento Welfare Forum, e che Il Sole 24 Ore del Lunedì è stato in grado di anticipare.
Ricorso ai fringe benefit in aumento
Nell’indagine Ipsos Doxa – che affianca i risultati dell’Osservatorio con due survey condotte su mille dipendenti e 200 Hr manager di aziende con almeno 50 addetti – la prima preoccupazione dei lavoratori, oggi, è proprio il costo della vita: il 41% è molto preoccupato per l’aumento dei prezzi e l’83% del campione ha ridotto almeno un’attività nell’ultimo anno a causa dell’aumento delle spese.
In quest’ottica i fringe benefit possono rappresentare una risposta positiva: sono infatti strumenti di welfare esentasse (entro le soglie citate) e vi rientrano, ad esempio, buoni acquisto e buoni carburante. Negli ultimi anni, la normativa ha ampliato oltre ai benefici fiscali anche il perimetro delle spese rimborsabili, includendo quelle sostenute dai lavoratori per le utenze domestiche, per gli affitti e per gli interessi sul mutuo della prima casa.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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