
Il nome è italiano ma la produzione è opera del colosso cinese Keeway
Nel mondo delle moto adventure di media cilindrata esiste una fascia di mercato che sta vivendo un successo straordinario: è quella delle crossover accessibili (per prezzo, peso e prestazioni), pensate per chi desidera viaggiare, affrontare qualche strada bianca e utilizzare la moto tutti i giorni senza dover investire cifre da maxi-enduro premium. In questo segmento, che ha visto il successo della Benelli Trk 502 (altro marchio italico passato in mani cinesi) e ora della Honda Nx500, s’inserisce la Morbidelli T502X, moto che, costruita in Cina, raccoglie l’eredità di uno storico marchio italiano, nato nel 1968 a Pesaro, e la interpreta secondo le esigenze attuali: poter disporre di una moto comoda, facile da gestire, tecnologicamente avanzata, ben equipaggiata e capace di accompagnare il pilota in qualsiasi situazione quotidiana, dal tragitto casa-lavoro alle vacanze estive.
La T502X appare subito come una vera adventure: frontale imponente, gruppo ottico full led, parabrezza regolabile senza attrezzi, paramotore, barre laterali di protezione e paramani con anima metallica evidenziano la sua vocazione turistica, anche oltre l’asfalto, pur montando all’anteriore un cerchio da 19 pollici. Il telaio in acciaio ad alta resistenza adotta una robusta struttura a diamante, mentre la forcella rovesciata da 43 mm ha 180 mm di escursione e il monoammortizzatore è regolabile nel precarico. L’impianto frenante è fornito da J.Juan e prevede un doppio disco anteriore da 300 mm e un disco posteriore da 240 mm; le ruote sono a raggi tubeless da 19 pollici all’anteriore e da 17 al posteriore e montano pneumatici Pirelli Scorpion Rally Str.
I chilogrammi in ordine di marcia con il pieno di 18 litri nel serbatoio sono 210: non pochi ma facilmente gestibili grazie alla sella posta sì a 830 mm, ma con fianchi stretti che consentono di poggiare i piedi a terra anche a chi non è proprio un pivot. Anche il manubrio largo consente di gestire bene la moto, anche a bassa velocità.
Cuore della T502X è il bicilindrico parallelo da 486 cc, distribuzione Dohc a otto valvole, alimentazione Marelli e raffreddamento a liquido. La potenza massima è di 47,6 cv a 8.500 giri, mentre la coppia arriva a 45 Nm a 6.750 giri: sono valori perfetti per rientrare nei limiti della patente A2.
L’elettronica offre due riding mode (Standard e Off-Road) che regolano l’intervento dell’Abs escludendolo al posteriore con la seconda modalità (il comando del gas a cavo non consente ulteriori regolazioni). Il display tft verticale a colori da 7” verticale consente di proiettare la navigazione dal proprio smartphone e controllare le funzioni tramite l’app Morbidelli Connect. Questa tra l’altro consente la navigazione Gps integrata, la localizzazione in tempo reale, il pulsante Sos per le emergenze, il sistema antifurto con spegnimento remoto del veicolo e la connessione completa con l’app ufficiale (un anno di servizio incluso all’acquisto). Non mancano due porte Usb (standard e tipo C), comandi al manubrio retroilluminati e l’illuminazione full led.
Sulla T502X la posizione di guida è con la schiena eretta e le braccia allungate sull’ampio manubrio con un’ottima sensazione di controllo; le pedane sono collocate correttamente e consentono anche la guida in piedi. La sella è morbida, forse un po’ troppo: quando si sta molto in sella si vorrebbe un po’ di sostegno in più. L’erogazione del motore è lineare e progressiva, con una buona spinta ai medi regimi: in città se ne apprezza l’elasticità, con un cambio a sei rapporti che non mostra quasi mai incertezze (i primi rapporti sono piuttosto ravvicinati) e una frizione piuttosto morbida; il contenuto raggio di sterzata consente di svicolare tra le auto senza difficoltà. È però nei percorsi extraurbani che emerge il carattere della Morbidelli: l’avantreno preciso offre stabilità alle alte velocità e un comportamento sincero, anche nelle curve più veloci; il motore non sorprende per potenza e ripresa, ma è perfettamente in linea con il dna del modello. La frenata, poi, è potente ma non aggressiva: per avere forti decelerazioni occorre spremere bene le leve, ottenendo anche un deciso affondamento della forcella.
Fuori dall’asfalto emergono i limiti fisiologici di un’adventure stradale: le sospensioni lavorano bene fino alle strade bianche e agli sterrati leggeri; per andare oltre, esistono soluzioni più specialistiche sul mercato.
In autostrada la protezione aerodinamica è buona: il parabrezza, che si regola senza attrezzi, ripara bene il busto, ma le spalle e la parte alta del casco rimangono esposti, come pure le ginocchia. E c’è anche qualche vibrazione di troppo (a 130 km/h il motore gira a circa 6mila giri) avvertibili soprattutto sulle pedane. Di tutto rispetto l’autonomia: con un consumo dichiarato di circa 24 km con un litro (confermati dalla nostra prova), la Morbidelli arriva a percorrere 400 chilometri con un pieno.