Pmi, dalla Commissione Ue strumenti fiscali e digitali per favorire il trasferimento

Le indicazioni fanno leva anche sulla necessità di modernizzare i sistemi giuridici, fiscali e di successione nazionali e le relative procedure

Promuovere la consapevolezza e l’informazione in materia di trasferimenti di imprese. Modernizzare i sistemi e le procedure giuridici, fiscali e di successione nazionali in modo da adeguarli alle attuali esigenze in termini di trasferimenti e incoraggiare i proprietari a trasferire le loro attività. Sono alcune delle indicazioni fornite dalla Commissione europea nella «Raccomandazione per agevolare il trasferimento delle piccole e medie imprese» pubblicata il 22 giugno 2026.

Gli Stati membri sono invitati, inoltre, a sostenere iniziative che aumentino la consapevolezza, forniscano informazioni o tutoraggio ai proprietari di imprese. Anche attraverso attività di istruzione ai livelli appropriati o destinate a gruppi specifici, come donne,giovani e persone provenienti da contesti diversificati.

Per quanto concerne le forme giuridiche, gli Stati possono valutare l’esistenza di procedure adeguate e accessibili per modificare la forma giuridica di un’impresasenza la liquidazione o senza la creazione di una nuova entità giuridica. Queste modifiche, in ogni caso, dovrebbero tenere conto dei diritti dei lavoratori e di terzi. Al fine di favorire la continuità delle imprese in caso di decesso di uno dei soci o del proprietario, gli Stati sono poi incoraggiati a stabilire alcuni principi. In caso di morte di un socio, ad esempio, una società di persone può continuare a operare, consentendo ai soci rimanenti di decidere in merito alla prosecuzione dell’attività con o senza la partecipazione degli eredi del defunto. Al contempo si dovrà procedere all’equa liquidazione della sua quota. O ancora, in caso di decesso di un socio di una società di persone o del titolare di un’impresa individuale, il diritto di famiglia e il diritto successorio (regola dell’unanimità per le decisioni assunte in comproprietà in particolare) non dovranno impedire l’operatività della Pmi.

I Paesi potranno, inoltre, valutare se offrire strumenti finanziari a sostegno dei trasferimenti di imprese che siano in linea con il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e le norme in materia di aiuti di Stato. L’obiettivo deve essere quello di preservarela continuità delle Pmi economicamente sostenibili e dei relativi posti di lavoro nell’Unione. I regimi fiscali nazionali, inoltre, dovranno essere adeguati a sostenere meglio la continuità delle Pmi oggetto di trasferimenti all’interno della famiglia o a determinati soggetti terzi. Per esempio, gli Stati sono incoraggiati a valutare di ridurre o abolire le imposte di bollo, le tasse di registrazione e altri tributi analoghi associati ai trasferimenti di Pmi o di dilazionarne il pagamento.

Infine, secondo la Commissione Ue, utilizzare gli strumenti digitali può migliorare l’efficienza e la trasparenza dei trasferimenti di imprese. Gli Stati potranno quindi, per esempio, promuovere l’uso di piattaforme per automatizzare la raccolta dei dati e garantire che le informazioni siano prontamente accessibili.

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