
Nel sud del Paese, la città fondata nel XVII secolo è un avamposto perfetto per immergersi in un territorio incontaminato
Fino a qualche anno fa il destino dei musei sembrava segnato come scriveva Dan Hicks ( The Brutish Museums: the Benin Bronzes, Colonial Violence and Cultural Restitution) di fronte all’imperversare di esperienze “TikTokable”. In realtà le cose per fortuna stanno andando diversamente e spesso sono i nuovi musei a creare una destinazione o dare risalto a luoghi che hanno già di per se tanto da raccontare. Questo è vero per Kristiansand, quinta città della Norvegia, affacciata sul meraviglioso fiordo meridionale. Vita, tradizioni e carattere delle persone (pescatori di argoste, intrepidi velisti, grandi commercianti) è scandita dai ritmi del mare. Qui sulla sponda del porto è risorto un edificio bianco alto 38 metri che racconta una storia di trasformazione: da silo per il grano del 1935 a museo d’arte contemporanea tra i più innovativi d’Europa.
E’ Kunstsilo che nel 2025 si è aggiudicato il titolo di World’s Most Beautiful Museum 2025 secondo il Prix Versailles di Paris e solo qualche settimana fa il RIBA International Award for Excellence 2026 del Royal Institute of British Architects. Punto di riferimento per gli amanti dell’arte nordica e dell’architettura industriale riconvertita, è un progetto che nasce dalla visione di Nicolai Tangen, gestore di hedge fund e collezionista d’arte norvegese che ha donato la sua straordinaria raccolta di arte modernista nordica – la più grande al mondo – alla sua città natale. La collezione Tangen, insieme alle opere del Sørlandets Kunstmuseum e della Christianssands Billedgalleri, costituisce il cuore delle esposizioni permanenti del museo: oltre 7.500 opere che raccontano l’evoluzione dell’arte scandinava dal XX secolo a oggi. Ma anche è l’edificio stesso un’opera d’arte: gli archietti Mestres Wåge, Mendoza Partida e BAX, hanno mantenuto i 30 silos originali, integrandoli in un percorso espositivo che gioca con la luce naturale e i grandi spazi. Il museo è anche un centro culturale tra perchè ospiterà conferenze, installazioni digitali, concerti e workshop.
Alla spalle di Kunstsilo brulica una città vivace, terra di pescatori e dalla storia antica (fondata nel 1668 da Cristiano IV, re di Danimarca e Norvegia come snodo strategico per il commercio del legname) e dove per almeno quattro mesi l’anno la luce illumina dalle 4 del mattino alle 10 di sera spiagge dorate, numerosi parchi cittadini e i ciotoli del quartiere storico Posebyen sulla riva del fiume Otra. Tra le strade di Gyldenløvesgate, Skippergata and Rådhusgata è un continuo di case in legno bianco, molte originali e sopravvissute al grande incendio dell’800 tanto da essere questa una delle più grandi aree con edifici storici perfettamente conservati nell’Europa del Nord. Alcuni oggi ospitano caffetterie, negozi vintage e squisite bakery dove si panifica come un tempo e con grani rigorosamente locali. Vale la pena, lasciarsi il mare alle spalle e camminare tra queste strade dove sono numerosi gli scorci affascinanti che offrono uno spaccato della vita del Seicento.
Dall’alto di Kunstsilo il grande arcipelago (tra i più estesi della Norvegia) appare nella sua maestosità e poi dopo una pausa da Reinhartsen dove si gusta il vero salmone selvaggio si lascia il molo alla volta di quei 3mila isolotti dove la natura è a dir poco sorprendente. Il paesaggio è perfettamente conservato con cottage esclusivi in legno bianco o rosso. Lì dove un tempo si mettevano gli attrezzi da lavoro o si dava riparo alle pecore oggi ci sono luoghi di relax. Questi cottage nati come case dei pescatori (chiamate Rorbu) o capanni agricoli, oggi rappresentano l’anima e l’identità del paesaggio. Ci si può addentrare nei fiordi in gommone oppure con piccole imbarcazione come quelle di Byfjorden Charter AS() oppure farsi organizzare un tour da Nature Norway (. I più fortunati possono farlo in barca a vela, in lentezza sostando negli approdi gratuiti che si trovano in alcune di queste isole tra Flekkerøy, Randøya e Odderøya oppure si possono affittare alcune casette a Stokken and Bragdøya dove c’è Il Bragdøya Coastal Club, il club nautico più famoso della Norvegia oppure a Dvergsøya, forse tra le isole più esclusive e magari affittare la bella villa Vogts (Vogts villa på Dvergsøya – Bragdøya Kystlag), meta di vacanza fino a qualche anno fa della famiglia reale Norvegese.
Mentre la luce del mattino entra nelle betulle che sfiorano l’acqua tra un isolotto e l’altro ecco che appare il faro di Øksøy dove, prenotando con molto anticipo, si può dormire nel caratteristico Loshuset (la casa del pilota) e immergersi almeno per una notte in quell’atmosfera che solo certi luoghi sanno dare. Ebbene si l’altra attrattiva di questo angolo di paese sono proprio i suoi fari. Se da Kristiansand si va alla volta della penisola di Lista (circa un’ora e mezza di auto ) per proseguire fino a Lindesnes, ci si imbatte nell’antico faro di Lista e poi in quello di Lindesnes ( con il suo bellissimo museo nazionale dedicato alla storia dei fari, le mostre fotografiche all’interno di grotte scavate e una straordinaria vista a 360 gradi da quello che è il punto più a sud della terraferma norvegese. Anche qui si può pernottare e nel buio della notte la sua luce squarcia l’oscurità, la sua solidità rassicura mentre le grandi onde dell’oceano fanno paura mentre si gusta il pesce di giornata pescato nei dintorni e ci si fa ammaliare dai racconti del guardiano del faro, uno dei pochi rimasti nel paese. Storie di tempeste, di salvataggi impossibili e di comunicazioni transoceaniche guidate dalle stelle prima che arrivassero internet e i satelliti.
Lasciata Kristiansand e procedendo verso ovest sulla E39 in direzione di Lista la zona è il paradiso estivo dei norvegesi, fatto di spiagge incantevoli come quella di Lomsesand e soprattutto percorsi a piedi immersi in una natura incontaminata come il sentiero costiero di Kyststien che dal piccolo borgo di Loshavn permette di arrivare a piedi fino a Eikvåg lungo il magnifico e suggestivo litorale di Farsund, caratterizzato da spiagge di sabbia e ciottoli, una ricca avifauna e aria di mare frizzante. Il tratto migliore va tra Loshavn e Lomsesanden, dove il terreno è pianeggiante e il sentiero è facile da percorrere. Nel piccolo borgo di Loshavn s’incontra Elin Salvesen, unica guardia cittadina donna della Norvegia, che nei suoi abiti tradizionali (il mantello e il cappello di feltro) narra il periodo delle guerre napoleoniche, quando il Paese fu coinvolto nel conflitto con la Gran Bretagna e i marinai del luogo come pirati assalivano le navi mercantili nemiche. Sembra di vederli mentre corrono verso l’acqua a pochi passi dalle case.
Da uno dei punti più belli del sentiero si passa dalla spiaggia di Lomsesanden dove in un’area naturale protetta Kathrine e Gaute Ubostad con laloro South Cape Collection hanno creato un glamping unico: si dorme sulla spiaggia dentro tende super confortevoli e al mattino i più temerari possono fare un bagno nell’acqua cristallina ma che difficilmente supera i 18/20 gradi. L’area ogni anno alla fine dell’estate viene smontata e restituita integra alla natura. A qualche chilometro di distanza nel piccolo centro di Båly, le meraviglie del mondo subacqueo si scoprono a Under, dove si mangia in compagnia di merluzzi e sgombri. È il più grande ristorante sottomarino del mondo, l’unico in Europa, ha una stella Michelin ed è stato aperto da Kathrine e suo marito nel 2019: «L’idea alla base della creazione di un ristorante sottomarino era semplice: volevamo realizzare qualcosa che attirasse visitatori in questa splendida zona della Norvegia, mantenendo al contempo un legame profondo con la natura circostante. Volevamo offrire agli ospiti l’opportunità di vivere la costa, il mare e l’ambiente marino in modo assolutamente unico perché sono parte di noi», raccontano. Nel superbo menù che cambia con le stagioni, le proposte creative spaziano ma utilizzando rigorosamente solo con pesce locale mentre tutte le piccole ciotole e i piatti sono pezzi unici fatti a mano da Trond, un artista locale che lavora la ceramica.
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