A ribadirlo è il report pubblicato dall’organismo intergovernativo Fatf
La cooperazione tra pubblico e privato è fondamentale per individuare, analizzare e neutralizzare potenziali crimini finanziari. Lo ribadisce il report «Information sharing to combat illicit finance: global overview of public and private sector partnerships and data protection arrangements», pubblicato l’8 luglio dalla Financial action task force (Fatf), l’organismo intergovernativo che agisce a tutela del sistema finanziario dalle minacce portate da riciclaggio, finanziamento del terrorismo e proliferazione delle armi di distruzione di massa.
Lo dimostrano alcuni casi studio citati nella relazione: in Sudafrica 60 conti correnti, per un valore complessivo di 458mila dollari statunitensi, sono stati congelati dopo lo smantellamento di uno schema piramidale. In questo caso, i truffatori imitavano un noto negozio online e chiedevano alle vittime di versare del denaro per entrare a far parte del gruppo di lavoro da remoto. I partecipanti allo schema Ponzi avrebbero poi guadagnato – era questa la promessa – grazie alle commissioni sulle vendite.
A Singapore, invece, una banca ha segnalato alcune attività sospette da parte di un’azienda: fatturazione inferiore al valore reale delle merci, spedizioni fantasma e uso sospetto di società di comodo. Grazie al sistema di condivisione delle informazioni, anche altre banche hanno inviato segnalazioni di operazioni sospette. Dopo aver analizzato i rilievi delle banche, l’intelligence finanziaria ha inoltrato alla polizia economica i report e sono iniziate le indagini, che si sono concentrate soprattutto sulla Chief financial officer dell’azienda. La dirigente è stata poi condannata a 20 anni di carcere per aver ingannato 16 istituti finanziari per un danno complessivo di più di 469 milioni di dollari statunitensi.
A livello mondiale, sono almeno 84 le partnership tra pubblico e privato: delle giurisdizioni su cui è stata condotta l’indagine, 52 hanno dichiarato di averne almeno una e 18 più di una. La collaborazione, infatti, si rivela uno strumento duraturo e valido quando supportato da una solida base legale, da una governance chiara e dall’innovazione tecnologica. Più del 75% delle giurisdizioni interessate dall’indagine usa il partenariato pubblico privato per condividere informazioni strategiche, mentre più della metà condivide informazioni operative come indicatori di transazioni sospette o due diligence.
Per queste operazioni è fondamentale l’uso della tecnologia: piattaforme criptate, il coinvolgimento di piattaforme digitali e di operatori delle telecomunicazioni. Secondo la Fatf, però, è necessaria una maggiore cooperazione con le istituzioni finanziarie, con i fornitori di servizi di asset virtuali (Vasp) oltre che con il settore non finanziario e con gli stakeholder non tradizionali.
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