In aumento le domande per Cultura Cresce: oltre 36 milioni ancora disponibili

Presentati a Roma i primi risultati dell’avviso pubblico Cultura Cresce, l’agevolazione promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e finanziata dal Fondo Imprese Culturali e Creative 2021–2027 – Azione 1.3.1 del PN Cultura 21-27, dedicata allo sviluppo delle imprese culturali nel Mezzogiorno. A quattro mesi dall’avvio dello sportello, l’incentivo registra 295 domande per un valore complessivo di investimenti pari a 132 milioni di euro e oltre 105 milioni di agevolazioni richieste.

Cos’è e come funziona

L’incentivo Cultura Cresce si inserisce nell’ambito del Fondo Imprese Culturali e Creative, strumento attuativo dell’Azione 1.3.1 del Programma Nazionale Cultura 2021–2027, finalizzata al rafforzamento della nascita, della crescita e della competitività delle imprese culturali e creative del Mezzogiorno. La misura, promossa dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Creatività Contemporanea, è destinata alle imprese delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e dispone di una dotazione pari a 142,45 milioni di euro, nell’ambito di un fondo complessivo da 151 milioni.

Successore diretto di Cultura Crea e Cultura Crea 2.0, le agevolazioni ministeriali attive tra il 2016 e il 2024 a sostegno delle imprese culturali del Mezzogiorno, il nuovo bando ne conferma l’impianto introducendo tuttavia modifiche rilevanti sul piano della platea dei beneficiari, dei livelli di investimento e dei regimi di aiuto. Il modello resta quello del mix agevolativo, articolato in una quota a fondo perduto e in una quota di finanziamento a tasso zero, rimborsabile in 10 anni con 12 mesi di preammortamento. L’obiettivo è contenere il costo del capitale rispetto al credito bancario ordinario, mantenendo una quota di cofinanziamento privato pari al 20 per cento. Tra le principali novità si segnalano l’innalzamento del regime de minimis fino a 300 mila euro e l’incremento del massimale di investimento per le nuove imprese, che passa da 400mila euro a 2,5 milioni di euro. Si amplia, inoltre, la platea dei beneficiari, con l’ingresso di imprese sociali, enti del Terzo settore, associazioni e fondazioni con attività economica. Resta invariato il perimetro delle attività ammissibili, riconducibili alle filiere culturali e creative definite dall’art. 25 della legge 206/2023: musica, audiovisivo (film, televisione, videogiochi, radio e multimedia), teatro e arti performative, patrimonio culturale materiale e immateriale (archivi, biblioteche e musei), arti visive e fotografia, architettura e design, editoria e letteratura, moda e artigianato artistico.

LE TRE LINEE DI INTERVENTO DI CULTURA CRESCE

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I numeri a quattro mesi dalla partenza

Sulla base dei dati aggiornati ad aprile 2026, risultano 295 domande presentate per programmi di investimento pari a 132 milioni di euro, con agevolazioni concedibili superiori a 105 milioni. La dotazione iniziale dell’incentivo è pari a 142,45 milioni di euro, con una disponibilità residua di oltre 36,8 milioni. Le domande si concentrano principalmente sul Capo B, dedicato a imprese con meno di cinque anni di attività e soggetti da costituire, che totalizza 129 candidature, di cui 69 riferite a iniziative non ancora costituite. Seguono il Capo A, con 107 domande relative a imprese consolidate, e il Capo C, rivolto a imprese sociali ed enti del Terzo settore, con 61 domande. La partecipazione territoriale evidenzia una forte concentrazione nelle regioni a maggiore densità imprenditoriale culturale. La Campania guida la classifica con 117 domande e oltre 51,4 milioni di euro di investimenti proposti. Seguono la Sicilia, con 56 domande e circa 22,5 milioni, e la Puglia, con 52 domande e 26,8 milioni. Più contenuti i dati di Calabria (27 domande), Sardegna (21), Basilicata (14) e Molise (8). Sul piano settoriale, le domande risultano distribuite lungo tutte le filiere culturali e creative previste dall’incentivo, con una prevalenza dell’audiovisivo, che totalizza 79 progetti. Seguono il patrimonio culturale materiale e immateriale con 71 domande, il teatro e la danza con 41 e la musica con 38.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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