
I cimeli del mitico campione brasiliano hanno ormai poco mordente sui collezionisti. In vetta ai memorabilia del calcio resta il Pibe de oro
Con un’offerta all’ultimo secondo, la maglia con cui lui 17enne vinse i mondiali ha guadagnato alla memoria di Pelé 4.880.000 dollari. È la quotazione raggiunta nell’asta online di Sotheby’s «The Beautiful Game», dedicata al gioco del calcio e aperta dal 29 giugno fino al 16 luglio 2026 (a tre giorni dalla finale della Fifa World Cup 2026).
Un risultato deludente, giacché la stima pre asta della casacca era di 6 milioni .000.000 di dollari. Sic transit gloria mundi? Dire che “così passa la gloria del mondo” è forse eccessivo, ma tutti i lotti legati al campione brasiliano hanno riportato performance sottotono rispetto alle stime. Per esempio, la Pelé Rookie Card Alifabolaget #635 del 1958, classificata PSA 8, tra i migliori esemplari conosciuti, da una stima netta di 80.000 – 100.000 dollari ne ha incassati solo 57.600, commissioni incluse. O anche la rookie Pele 1958 Ave. Ltda. Colecao Titulares #86 – PSA 5 (lotto 16): 21.760 dollari da una valutazione di 40.000 – 60.000. L’andamento si è verificato per tutti i lotti, anche i più economici, quelli con stima bassa netta di 500 dollari: diversi ne hanno incassati anche solo 384 lordi (lotti 33, 35, 36, 37). Forse ha influito sull’asta – che comunque ha fatto il tutto esaurito – la prestazione tutt’altro che eccellente del Brasile in questi mondiali, clamorosamente eliminato agli ottavi. Ad ogni modo, i 58 lotti a catalogo sono stati interamente venduti.
Il 29 giugno 1958 Pelé era solo un adolescente, ma con due reti contribuì alla conquista della prima coppa del mondo della sua squadra – il Brasile – in Svezia. Ad oggi, Edson Arantes do Nascimento (1940-2022), questo il vero nome del campione, resta il più giovane giocatore di sempre ad aver giocato nei campionati mondiali di calcio. La maglia che Pelé indossava in quella finale, la numero 10, non era sua, ma del collega Dida, Edvaldo Alves Santa Rosa, che condivise la stanza con il giovane per tutta la durata dei mondiali: il ragazzo iniziò infatti la sua avventura nei campionati di Svezia 1958 in qualità di riserva, scendendo in campo solo alla terza partita. Di lì, avrebbe cambiato per sempre le sorti del mondiale: segnò la rete decisiva contro il Galles nei quarti di finale, e diventò il più giovane giocatore di sempre a realizzare una tripletta in una semifinale mondiale (contro la Francia). E con quella maglia si sarebbe asciugato le lacrime di gioia della finale. Pelé riconsegnò a Dida la casacca, che da allora (e fino al 1993), rimase presso la famiglia ci costui a Maceió. Poi fu donata al Museu dos Esportes Edvaldo Alves Santa Rosa.
In asta, anche sette maglie di Lionel Messi, fra cui la maglietta che il giocatore indossava durante la mitica Remontada (il 6-1 del Barcellona contro il Paris Saint-Germain nel ritorno degli ottavi di finale di Uefa Champions League, l’8 marzo 2017, capace di ribaltare il 4-0 dell’andata). Il prezzo finale è stato di 217.600 dollari, da una stima di 200.000 – 400.000 dollari (lotto 3). La maglia delle qualificazioni dell’Argentina del 2021, lotto 9, ha ottenuto 108.800 dollari (stima 80.000 – 100.000). Ancora, una maglia dell’Argentina che Messi indossò nel 2022 durante il primo tempo di un’amichevole contro l’Honduras, partita in cui segnò, ha raggiunto 64.000 dollari da una stima di 80.000 – 100.000 (lotto 48). È andata meglio alla casacca FC Barcelona 2019-2020 (lotto 7, 108.800 dollari da 60.000-80.000). Cambiando giocatore, un lotto deludente è stata la maglia dello scudetto Juve 2019 di Cristiano Ronaldo (lotto 4): “solo” 44.800 dollari lordi da una stima di 70.000-90.000. Curiosamente, ha sorpreso un’altra maglia di Ronaldo alla Juventus: la maglia alternativa della squadra (lotto 49) ha cambiato proprietario per 21.760 dollari, da una stima base di 10.000.
Il lotto numero 2 dell’asta è stato, invece, la fascia da capitano che Diego Armando Maradona (1960-2020) indossava il 22 giugno 1986, durante i quarti di finale Argentina – Inghilterra,
nella leggendaria partita della «Mano de Dios». Da una stima di 100.000, ha incassato 512.000 dollari.
Ma il cimelio sportivo più prezioso legato alla storia del calcio è proprio la maglia che Maradona indossò in quella partita. Una gara incandescente, sulla quale echeggiavano ancora le vicende belliche legate al possesso delle Isole Malvine (Guerra delle Falkland: 2 aprile 1982-14 giugno 1982, vinta dall’Inghilterra). Quella gara sarebbe passata alla storia come la partita del «gol del secolo» o della «Mano di Dio», rete che il venticinquenne Pibe de Oro segnò in effetti – non visto dall’arbitro – di mano. Il campione avrebbe ammesso il fallo solo anni dopo, nella sua autobiografia. E il 4 maggio 2022, Sotheby’s avrebbe venduto quella casacca a 9,3 milioni di dollari (7,1 milioni di sterline). All’epoca la cifra segnò la quotazione più alta mai realizzata da qualsiasi cimelio nella storia dello sport. Attualmente è invece soltanto il più costoso oggetto memorabile per quanto riguarda il calcio (nel frattempo lo hanno superato in asta la canotta «The Last Dance» di Michael Jordan, 10,1 milioni di dollari; una card firmata da Michael Jordan e Kobe Bryant, 12,9 milioni di dollari; una casacca di Babe Ruth, 24,12 milioni di dollari). Il primato di Maradona costituì un’ulteriore beffa per l’Inghilterra, giacché l’asta si tenne a Londra, 36 anni dopo quella famigerata partita. A distanza di 40 anni, la storia non è stata riscritta.