
Se si allarga il perimetro a tutti i collezionabili, la statunitense agguanta la medaglia di bronzo dopo Christie’s e Sotheby’s
Nell’anno del suo cinquantesimo anniversario, Heritage Auctions ha messo a segno vendite complessive superiori a 1,41 miliardi di dollari al 30 giugno 2026: è il dato semestrale più alto nella storia della società (+47% rispetto all’analogo periodo 2025). Grazie al suo focus (quasi) esclusivo sulla cultura pop e i collezionabili non fine art, la casa statunitense fondata a Dallas nel 1976 è entrata nel salotto buono delle «cugine» settecentesche Sotheby’s, Christie’s e Phillips (nate rispettivamente nel 1744, 1766, 1796).
Dalla più antica copia sigillata di Super Mario Bros. e dalle carte Pokémon più rare, fino alle opere dell’illustratore Norman Rockwell (1894-1978), ai cimeli della Guerra d’indipendenza americana, passando per le rarità numismatiche, Heritage continua a mietere record e a incontrare i gusti di un collezionismo che cambia. Il suo successo «testimonia non soltanto la solidità del mercato attuale, ma anche la straordinaria varietà degli interessi dei collezionisti odierni», afferma Steve Ivy, ceo e co-presidente di Heritage.
Card, cimeli sportivi e videogiochi dal sapore retrofuturista sono più che mai porta di ingresso al collezionismo di nuova generazione. Si pensi solo alla febbre da Pokémon: Pikachu e compari sono capaci di incassare milioni di dollari anche sottoforma di card singola, se appartenente ai gradi più alti di classificazione del Professional Sports Authenticator, PSA (Pikachu Illustrator PSA Mint 9, 1,406 milioni di dollari; set completo del Pokémon Base Set, PSA Gem Mint 10, 1,219 milioni di dollari – nuovo record in asta pubblica per la tipologia).
Le aste tenute in occasione dello Star Wars Day hanno totalizzato più di 3,6 milioni di dollari. Top lot, una carta «rookie» di Luke Skywalker con valutazione PSA Gem Mint 10 (687.500 dollari online in data «May the 4th», ça va sans dire). Nel collezionismo sportivo, una rookie è la prima carta collezionabile ufficiale stampata raffigurante un atleta nella sua prima stagione da professionista. Questa rookie di Luke Skywalker stabilisce un nuovo massimo assoluto nelle card della saga.
I fumetti si sono confermati uno dei principali punti di forza di Heritage. Dando vita a una curiosa alleanza fra supereroi, la società ha ospitato la vendita privata di due primi numeri: uno di Batman e uno di Superman per 13 milioni di dollari. Una copia di Action Comics n. 1 ha inoltre stabilito il record mondiale per un fumetto classificato con l’etichetta “Conserved” (1,4 milioni di dollari). Ottimi risultati anche per le tavole originali, dalla Golden Age (1938 – primi anni ’50) fino ai giorni nostri.
La «Art of Everything Cool Auction» è stata l’asta di animazione non Disney e non giapponese con il fatturato più elevato di sempre, grazie soprattutto al lotto «How the Grinch Stole Christmas!» del Dr. Seuss (115.900 dollari, record). Sul fronte fantasy, parte di una collezione di libri (Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien, un set della prima edizione de «Il Signore degli Anelli» e «Io, Robot» di Isaac Asimov, dalla «David Aronovitz Collection of Important Science Fiction and Fantasy») ha portato al venditore 3,35 milioni di dollari.
Contribuisce al solido risultato semestrale di Heritage il settore dei memorabilia sportivi, con l’asta «Winter Platinum Night Sports Auction» che ha incamerato oltre 38,6 milioni di dollari. A far da traino, l’antica e leggendaria (per il mercato Usa, trattandosi di baseball) carta T206 Honus Wagner, nota come “Garagiola Wagner”, risalente al 1909 e aggiudicata per 3,6 milioni di dollari. Altri lotti esemplari sono stati la prima carta one-of-one Michael Jordan Masterpiece della serie Ultra (1997; 2,1 milioni di dollari); una carta con frammenti di maglia e autografi di Michael Jordan e Kobe Bryant (869.250 dollari). Gli stivali gialli indossati e autografati da Hulk Hogan hanno fruttato poco più di 1 milioni di dollari, stabilendo il record per un cimelio legato al wrestling.
Spettacolare la performance della divisione numismatica: 89.817.041 dollari incassati nel solo mese di gennaio 2026. Si segnalano: un dollaro Draped Bust di Classe III del 1804 (3,5 milioni di dollari), una rarissima moneta cinese “Dragone dai baffi corti” del 1911 (4,88 milioni di dollari), una Stella Coiled Hair del 1879 (2,1 milioni di dollari) e una moneta da cinque sterline “Una and the Lion” di epoca vittoriana (915.000 dollari). Nell’asta per i 250 anni dell’indipendenza Usa si è fatto notare un Continental Dollar del 1776 in argento (1,31 milioni di dollari).
Fa capolino anche il lusso: da appuntare uno zaffiro del Kashmir (906.250 dollari). Jim Halperin, co-presidente di Heritage: «Uno degli sviluppi più interessanti è che i collezionisti non tracciano più confini rigidi tra la cultura popolare e le categorie tradizionali del collezionismo». Per come sta andando, il 2026 potrebbe essere la sesta annualità record consecutiva, il miglior anno di sempre per Heritage Auctions: nel 2025 le vendite erano state di 2,15 miliardi di dollari.
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