Nella cittadina il programma di rigenerazione urbana con Ipogea e l’opera di Rossella Biscotti
Fuori dalle rotte più battute del Basso Salento, la cittadina di Parabita (quasi 8 mila abitanti) sta scrivendo una nuova pagina della sua storia. A segnare la direzione è il programma di rigenerazione urbana, “Parabita per il Contemporaneo”, che fonde arte contemporanea e genius loci. Il passato non più come il tempo della nostalgia, ma della memoria. La bussola per orientarsi verso inedite direzioni che guardano al futuro, volte a risignificare l’identità della comunità e a rinsaldarne il senso di appartenenza e la socialità. Il tutto sotto l’egida dell’arte contemporanea, quale “motore di crescita e di cambiamento”.
Fortemente voluto dal sindaco Stefano Prete, con la direzione artistica di Giovanni Lamorgese, il piano trasforma la cittadina salentina — situata nell’entroterra, a soli 14 km da Gallipoli — in un museo a cielo aperto. L’obiettivo non è attrarre un turismo mordi e fuggi, ma costruire una collezione d’arte contemporanea permanente che si innesti nel tessuto cittadino.
“Parabita per il contemporaneo” racchiude al suo interno diverse iniziative, alcune già realizzate, altre in corso di esecuzione e altre ancora in programma per il futuro.
Il prossimo 23 luglio sarà inaugurata l’opera di Rossella Biscotti, “L’uomo che cammina all’indietro”, a cura di Carmelo Cipriani, nell’ambito di “Ipogea”, progetto per il recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale locale del sottosuolo.
Parabita, come l’intero Salento, è ricca di frantoi ipogei, cavità scavate nella roccia, già a partire dal Medioevo, dove aveva luogo la produzione e la conservazione dell’olio, l’oro verde dell’economia contadina. L’artista utilizza un’antica macina che diventa un dispositivo di riflessione sul tempo e sulla storia. L’intervento di Biscotti segue quello di Francesco Arena, risalente al 2025, che con “La Grotta” ha dato avvio ad “Ipogea”. Tra i prossimi protagonisti, anche l’artista Rä di Martino che inaugurerà la sua opera in autunno.
Ma l’avvio di “Parabita per il Contemporaneo” risale al 2024 con “Votiva”, a cura di Laura Perrone con Flaminia Bonino, iniziativa incentrata sulla valorizzazione delle edicole votive. Legati alla tradizione popolare, questi elementi architettonici avevano anche una funzione aggregativa e di cura del bene comune. Sedici gli artisti che si sono misurati con tali moduli minimi. Tra i protagonisti figurano nomi di rilevanza internazionale come Arena, Chiara Camoni, Ludovica Carbotta, Claire Fontaine, Gianni Dessì, ektor garcia, Helena Hladilová, Felice Levini, Claudia Losi, K.R.M. Mooney, Liliana, Adrian Paci, Mimmo Paladino, Luigi Presicce, Michelangelo Pistoletto e Namsal Siedlecki. Da ultimo, ma non per importanza, Giovanni Lamorgese, autore della prima edicola laica, da cui Stefano Prete ha tratto l’ispirazione iniziale. Per scoprire le opere, il comune ha messo a disposizione anche un’applicazione dedicata con audioguide e schede testuali.
L’impegno finanziario richiesto per “Votiva” è pari a 90mila euro, a cui si aggiungono i 60mila euro per i primi due step di “Ipogea”, portando l’investimento totale a 150mila euro, interamente sostenuto dal bilancio comunale. Una scelta forte, motivata dal senso di responsabilità e di cura cui è chiamata l’intera comunità parabitana, alla quale il progetto è destinato. “Con questa scelta, si è voluto sottolineare che anche le piccole città del Mezzogiorno possono ambire a diventare collezioniste d’arte, investendo fondi propri”, spiega il sindaco Prete. Per le fasi successive, sono previsti investimenti per circa 300mila euro, attesi da risorse esogene provenienti da fondazioni culturali, imprese territoriali e soggetti pubblici.
Il futuro di “Parabita per il Contemporaneo” guarda già a tre nuovi progetti: “Urbana”, che rileggerà il territorio periurbano di Parabita; “Piccola Contemporanea”, uno spazio di musealizzazione all’interno dell’area della stazione ferroviaria; e “Nydia”, che porterà l’arte contemporanea” nel nuovo asilo comunale.
Intanto, tra le ricadute positive si registra un incremento dell’andamento del mercato immobiliare, come riferisce il sindaco. A quanto pare la scelta di vivere a Parabita, anche solo per un periodo dell’anno, è sempre meno insolita. Da una parte, il contesto culturale in fermento, dall’altra la possibilità di godere del patrimonio artistico e paesaggistico salentino, senza rimanere fagocitati nel turbinio del turismo di massa. E per una migliore accoglienza dei nuovi residenti, è stato istituito un assessorato, ai “Nuovi Parabitani”.
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