Report sulla giustizia, nel civile in appello pesano le cause di equa riparazione

Il report dell’Istat sulla giustizia, soprattutto in chiave Pnrr, permette tra l’altro di aprire un’ampia finestra sulle materie più spesso oggetto di contenzioso civile.

Le tipologie

Nel 2025 la percentuale più alta di iscrizioni in Tribunale ha riguardato i procedimenti in materia di lavoro (25,7%), seguiti dagli accertamenti tecnico preventivi (Atp) in materia di previdenza (22,7%), contratti (9,3%), procedimenti per previdenza (8,8%), protezione internazionale (8,7%), separazioni e divorzi (3,8%); seguono i diritti della cittadinanza, le responsabilità extracontrattuali, e i procedimenti per materia famiglia (presenti nel 2,8% delle iscrizioni), i ricorsi per liquidazione giudiziale (ex istanze di fallimento) pari al 2%, i diritti reali (1,9%), la locazione e convalida di sfratto (1,8%), le successioni (0,7%).

La durata

Quanto alla durata, è la materia diritti della cittadinanza a richiedere più giorni (1.304) nel 2025, così come i procedimenti in tema di protezione internazionale (1.224). All’opposto hanno tempi più brevi le liquidazioni giudiziali (117), gli Atp (154 giorni) e i procedimenti sul lavoro (256). Le minori durate possono essere attribuite a diversi fattori, ricorda l’Istat: gli Atp per esempio sono caratterizzati da una fase procedimentale preliminare che contribuisce a una maggiore rapidità. Si tratta generalmente di procedimenti caratterizzati da minore complessità istruttoria e da una programmazione ravvicinata delle attività processuali. Analogamente, nelle liquidazioni giudiziali operano figure professionali specializzate e la procedura è scandita da scadenze e adempimenti specifici.

L’appello

In appello, le materie più di frequente iscritte nel 2025 sono l’equa riparazione (21,8%) per l’eccessiva durata di un processo, i contratti (18,9%), il lavoro (14,0%), la previdenza (10,7%), la responsabilità extracontrattuale (6,5%), i diritti reali (4,0%), la protezione internazionale (3,9%), le successioni (1,2%) e i diritti della cittadinanza (0,5%). A queste si aggiungono un 18,5% di procedimenti per altre materie.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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